Il fantasma di Marchionne si aggira nelle fabbriche di quell’Ohio che ha appena consegnato nelle mani di Barack Obama il secondo mandato alla Casa Bianca. E’ lì, come pure in Indiana e Michigan, nel ventre operoso della manifattura americana, che la classe operaia insieme con il suo sindacato (in pratica ce n’è uno solo, lo United Auto Workers, compatto e non massimalista) ha costruito due capolavori in un colpo solo: la messa in sicurezza di 850 mila posti di lavoro ancorati al settore automobilistico e la rielezione del presidente democratico.