E’ legittimo attendersi da Mario Monti la “rivoluzione liberale” in Italia? E’ realistico esigere un rinnovamento economico e sociale del paese così radicale da parte di un governo di tecnici, sostenuto da una maggioranza politicamente eterogenea, e per lo più legittimato con forza dalla comunità internazionale ma con riluttanza da quella nazionale? Si direbbe di “sì”, a giudicare dall’editoriale di Alberto Alesina e Francesco Giavazzi sul Corriere della Sera di ieri, ultimo di una lunga linea. Eppure non tutti, nella grande e allargata famiglia dei liberali, ci credono. di Marco Valerio Lo Prete e Alberto Brambilla