Una nuova famiglia di pensatori politici si è formata negli ultimi anni: i neo-reazionari. Per comprenderne fini e strategie si deve riconoscere che la politica, dalla seconda metà del Novecento, è caratterizzata, in occidente, dal conflitto fra liberaldemocrazia e socialdemocrazia, cioè fra una destra e una sinistra che sono in realtà riformismi di specie diversa ma del medesimo genere. Rivali, certo, ma uniti nel riferirsi a due varianti – liberale e liberal – della medesima corrente razionalistica e illuministica, e nel riconoscere che la politica non può che collocarsi nell’orizzonte dei diritti, e oscillare fra la valorizzazione della libertà individuale da una parte e della giustizia sociale dall’altra. di Carlo Galli