Il sistema giudiziario italiano dovrebbe essere imperniato sul metodo accusatorio, che prevede l’eguaglianza tra accusa e difesa di fronte a un giudice terzo. In realtà, a causa di una serie di incongruenze, a cominciare dalla mancata separazione delle carriere tra i magistrati delle procure e quelli giudicanti, continua ad agire un sistema inquisitorio. L’attenzione posta allo squilibrio tra accusa e difesa ha fatto trascurare a lungo un altro aspetto, quello dello squilibrio qualitativo tra la magistratura e l’avvocatura.