Sono ormai sedici mesi che la guerra batte alle porte del regime di Assad, ma il moto umanitarista che si era visto a supporto delle tribù di Bengasi impegnate in una rivolta a media intensità è rimasto del tutto inerte di fronte al bagno di sangue spaventoso dei civili siriani. Come spiegare questo criterio per cui alcune popolazioni meritano di essere aiutate e per altre invece è consentito il “lasciar fare”? La truffa umanitaria bara con l’angoscia collettiva e si riempie la bocca del dolore del mondo, ma solo di quando in quando, al caffè.