La conferma in Cassazione della sentenza che condanna la catena di comando della polizia per aver manipolato le informazioni sull’intervento alla caserma Diaz di Genova, undici anni fa, apre una fase assai delicata e va trattata con equilibrio. In uno stato di diritto, e non “golpista” come si gridò, chi commette reati ne paga le conseguenze e questo è avvenuto, seppure con i tempi biblici della giustizia italiana.