I giudici della Consulta, chiamati a decidere sull’incostituzionalità del divieto di fecondazione eterologa contenuto nella legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita, non hanno potuto far altro che restituire gli atti ai tribunali ricorrenti di Firenze, Catania e Milano, perché valutino “la questione alla luce della sopravvenuta sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo del 3 novembre 2011”. Leggi Così si sfrutta la povertà delle donne per trasformarle in madri surrogate