E’ universalmente apprezzato il senso dell’ironia di quell’attore antico che volle fare incidere sulla sua lapide funeraria un ultimo motteggio: “Sono morto tante volte, ma mai così”. Renatino De Pedis non era un attore, o se mai lo era a modo suo mentre calcava le scene del fin troppo celebre romanzo criminale della Magliana. Eppure avrebbe diritto a pronunciare le stesse parole, dall’aldilà (o da laggiù, a seconda delle preferenze), ora che un malinteso senso delle convenienze impadronitosi del Vaticano sta per sloggiarlo dalla cripta di Sant’Apollinare in Roma.