Che nelle banche italiane non si parli inglese, come ripeteva l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti, non è garanzia di salvezza per il paese, evidentemente. La lingua inglese, al tempo di mercati sempre più interconnessi e legati a piazze finanziarie anglosassoni, sarebbe meglio comprenderla, piuttosto che ostentarne l’ignoranza o in alternativa la pronuncia perfetta, in modo da poter dire magari degli “yes” e dei “no”.