Al direttore - La maestra entrò e disse “Lui è Kim, Kim Kum Il e viene da un paese lontano”. Era il ’90 quando nella classe arrivò lui, un piccolo e vispo nuovo compagno. Veniva da Pyongyang. Nulla di diverso dai comuni tratti asiatici, occhi a mandorla, capelli corvini e spessi. Ora, si capisce, è difficile vedere in giro coreani del nord, soprattutto perché è un paese che “blinda” le uscite dei cittadini e spesso, per evitare fughe definitive, come per la famiglia di Kum Il, trattiene un parente in patria. Nel suo caso la sorellina. da Antonio Belloni