Rispondere alle pressioni internazionali con le provocazioni è una costante della politica estera iraniana, ma stavolta il gioco è sfuggito di mano e l’ingiuria al “piccolo satana” britannico si è trasformata in una crisi bilaterale che aumenta la solitudine di Teheran. Quella solitudine che il presidente, Mahmoud Ahmadinejad, è tentato di spezzare, in opposizione alla Guida suprema Khamenei, sempre più impegnato a disfare le trame presidenziali.