Un detto antico suggerisce che la principale ricchezza sta nel non desiderare l’impossibile: è appunto l’insostenibilità del bilancio ad aver azionato l’accetta di Palazzo Chigi sulla spesa pubblica. Ora si tratta di capire se, a furia di potature, il governo salverà radici e tronco del paese o finirà sotto il suo schianto. Di là dai numeri delle Borse – condizionati dagli sciami speculativi, dal doping delle banche centrali e dagli editti contro le vendite allo scoperto – le cifre che rilevano sono quelle della doppia correzione alla manovra, il cui serbatoio verrà alimentato da riduzioni traumatiche nelle uscite più che da ulteriori imposte (a parte quella di solidarietà per i redditi medio-alti). Leggi Il governo unanime sulla manovra che fa “grondare il cuore” al Cav. Ma le misure sviluppiste ci sono