I tassi d’interesse crescenti sul debito pubblico dicono una sola cosa e molto chiara: i mercati chiedono all’Italia di tornare a crescere. Le misure sviluppiste d’altronde sono complementari al rigore. La solvibilità del paese richiede infatti da un lato che la spesa pubblica sia messa (e tenuta) sotto controllo, dall’altro che il pil torni ad aumentare a tassi sostenuti. Poiché la variabile chiave è il rapporto tra debito (o deficit) pubblico e prodotto interno lordo, il rigore serve a contenere il numeratore, lo sviluppo a dilatare il denominatore.