Quando Andrea Orcel, 46 anni, romano, per alcuni l’indiziato numero uno per la poltrona che fu di Alessandro Profumo, alza il telefono per parlare con Emilio Botín, leader del Banco di Santander, o con altri big di prima grandezza del mondo bancario, si limita a dire: “Ciao, sono io”. Non è necessaria una parola di più per colui che, per considerazione generale, è considerato uno degli investment banker più abili e fortunati del pianeta.