Oggi come non mai nella storia clinica, la maternità è monitorata, controllata, fatta oggetto di prognosi e, illusoriamente, si può pensare che sia più protetta di un tempo. Appena entrata in ospedale una donna in attesa del “proprio figlio”, diventa una paziente che porta in grembo un potenziale “problema”di cui prendersi “cura”. Non si parla più di “figlio”, ci si distanzia affettivamente e si comincia a parlare di “feto”. di Benedetta Foà, consulente familiare