Lo conosco. Lo conosco davvero. E' mio padre. Lo osservo di sguincio, camminiamo insieme, io lui e i nostri tre vecchi cani. Ne ripercorro il volto segnato con sguardi veloci che non lo imbarazzino, che sorvolino rapidi come una carezza di vento le rughe, le pieghe stanche, gli occhi cosi' neri e profondi che il lago ci si specchia dentro, come un miracolo che ogni giorno si rinnova.