Doveva finire con l’evacuazione in elicottero dal tetto dell’ambasciata americana di Baghdad, come a Saigon il 29 aprile del 1975. L’Iraq era “il Vietnam di George W. Bush”, citazione con troppi autori per nominarli tutti: forse il primo fu il settimanale tedesco Spiegel, copertina del 2004. Sarebbe finita così, lasciavano intendere i commentatori e pazienza se c’erano poche differenze, comunque inessenziali. Doveva finire così, ma non è finita così. Gli iracheni hanno votato di nuovo per la quinta volta da quando è stato cacciato Saddam Hussein.