Il territorio artistico in cui agisce Dan Deacon confina con quelli di Frank Zappa, dei Kraftwerk, di Brian Wilson e del più oscuro noise punk del Village newyorchese. E la sua è un’ispirazione non troppo lontana da quella, da un lato, di Van Dyke Parks, e dall’altro di Sufjan Stevens, soprattutto nella considerazione della musica contemporanea come un linguaggio artistico privo di limiti.