•
“Due popoli, due stati? Mi sembra difficile”. Il pragmatico cardinale Pizzaballa
Il Patriarca latino di Gerusalemme, fin dal 7 ottobre ha cercato di rappresentare la situazione sul terreno per quella che è: non una delle tante guerricciole fra israeliani e palestinesi, ma qualcosa che è destinato ad avere conseguenze dalle quali non si potrà tornare indietro
di
9 MAR 24
Ultimo aggiornamento: 08:47 AM

Foto Ap, via LaPresse
Nel dramma che insanguina il vicino oriente, una delle voci più lucide è quella del cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme. Pragmatico e lontano da ideologie e pacifismi kantiani, fin dal 7 ottobre ha cercato di rappresentare la situazione sul terreno per quella che è: non una delle tante guerricciole fra israeliani e palestinesi, ma qualcosa che stavolta è destinato ad avere conseguenze chiare dalle quali non si potrà tornare indietro.
In un’intervista a Vatican News ha infatti detto che “dopo questa crisi, una delle più gravi in assoluto degli ultimi 70 anni, né israeliani né palestinesi saranno più disposti a soluzioni temporanee. Questi eventi obbligheranno tutti a trovare soluzioni stabili”.
Alla domanda se sia il caso di ritirare fuori il vecchio mantra (assai comodo) dei “due popoli, due stati”, Pizzaballa risponde: “Non lo so. Tecnicamente mi sembra difficile, anche se sarebbe l’unica via possibile. E’ chiaro che qualsiasi cosa si sceglierà di fare dovrà dare garanzia di stabilità e libertà a entrambi i popoli”. Il problema è che non si vede chi, data la situazione sul campo, possa portare le due Parti al negoziato. Pizzaballa sarebbe stato il profilo ideale, se non fosse stato accusato (ideologicamente e senza ragione alcuna) d’aver assunto posizioni anti israeliane.
Di più su questi argomenti:
Friulsardo, è nato nel 1986. Laureato in politica internazionale e diplomazia a Padova con tesi su turchi e americani, è stato arbitro di calcio. Al Foglio dal 2011, si occupa di Chiesa, Papi, religioni e libri. Scrittore prediletto: Joseph Roth (ma va bene qualunque cosa relativa alla finis Austriae). È caporedattore dal 2020.