Chiesa
FAMILY WEEK •
Amoris laetitia guest star dell'autunno papale. Stavolta senza coltelli...
Perché Leone XIV va a riaprire un capitolo che di certo non è stato il più “unitario” nella storia recente della Chiesa? La risposta è innanzitutto nella lettera da lui scritta a marzo, dove di Amoris laetitia il Papa ha evidenziato esclusivamente gli aspetti sui quali all’epoca ci fu unanime e indiscutibile sostegno
10 LUG 26

I cardinali al concistoro di giugno
Roma. Una delle prove che attenderanno Papa Leone alla ripresa autunnale è l’incontro in programma dal 7 al 14 ottobre per il decennale dell’esortazione Amoris laetitia, promulgata da Papa Francesco dopo i caotici sinodi sulla famiglia del biennio 2014-2015. Vi prenderanno parte i capi delle chiese cattoliche orientali e i presidenti delle conferenze episcopali di tutto il mondo. L’obiettivo è di “procedere, nell’ascolto reciproco, a un discernimento sinodale sui passi da compiere per annunciare il Vangelo alle famiglie di oggi, alla luce di Amoris laetitia e tenendo conto di quanto si sta realizzando nelle Chiese locali”. Parteciperanno, su esplicita richiesta del Pontefice, anche alcune famiglie. Quando l’evento fu annunciato, la memoria andò subito a uno dei momenti iconici e al contempo più controversi, del pontificato francescano, quando i cardinali si ridussero a conte all’ultimo voto sull’ostia da dare ai divorziati risposati. Battaglie nel chiuso dell’aula e pubbliche, bordate contro la scarsa capacità di intendere dei porporati africani, il cardinale Péter Erdo che lesse una relazione scritta dall’arcivescovo Bruno Forte, come rivelò lui stesso in Sala stampa dopo che qualche giornalista fece notare l’originalità delle tesi perorate da un solitamente ben poco aperturista porporato magiaro. E’ storia, come storia fu il via libera al riaccostamento alla comunione dei divorziati risposati inserito in una nota a piè di pagina (la numero 351), con conseguente conferma all’episcopato argentino che quella era l’interpretazione corretta.
Dieci anni dopo, allora, perché Leone va a riaprire un capitolo che di certo non è stato il più “unitario” nella storia recente della Chiesa? La risposta è innanzitutto nella lettera da lui scritta a marzo, dove di Amoris laetitia – che non è un documento eterodosso ma che è passato alla cronaca solo per quella noterella – il Papa ha evidenziato esclusivamente gli aspetti sui quali all’epoca ci fu unanime e indiscutibile sostegno. Dove l’unità, insomma, fu manifesta e non solo un vuoto slogan. Leone XIV non intende riaprire vasi di Pandora, ma sottolineare che le sfide odierne sono più ampie di qualche concessione pastorale. Scrisse il Pontefice che “per servire la missione di annunciare il Vangelo della famiglia alle giovani generazioni, dobbiamo imparare a evocare la bellezza della vocazione al matrimonio proprio nel riconoscimento della fragilità, in modo da risvegliare ‘la fiducia nella grazia’ e il desiderio cristiano di santità. Dobbiamo anche sostenere le famiglie, in particolare quelle che soffrono tante forme di povertà e di violenza presenti nella società contemporanea”. Nei giorni scorsi, il dicastero per i Laici, la famiglia e la vita, di concerto con la Segreteria generale del Sinodo (che ormai ha assunto le fattezze quasi di un service per grandi eventi), ha pubblicato gli schemi procedurali.
Subito si sottolinea che l’Incontro autunnale sarà un percorso “eminentemente pastorale, che pone al centro le famiglie non soltanto come destinatarie dell’azione della Chiesa, ma come soggetti della sua missione”. I nuclei tematici saranno cinque. Primo: Le famiglie oggi: realtà, bellezza e sfide. Secondo: I giovani e la scoperta della vocazione matrimoniale. Terzo: La vita matrimoniale. I primi anni di matrimonio: un tempo decisivo. Quarto: Nelle difficoltà della vita: accompagnare e sostenere. Quinto e ultimo: Le famiglie cristiane, soggetti della missione della Chiesa. Al di là delle modalità tecniche di confronto, sarà un banco di prova utile innanzitutto per capire se il clima intraecclesiale di oggi sia meno insidioso rispetto a un decennio fa. Soprattutto, si capirà se il programma pacificatore di Leone XIV è destinato a produrre risultati tangibili o se anche questa assemblea diventerà l’occasione per l’ennesima resa dei conti fra i dispensatori di verità nella canea social e quanti hanno individuato nell’americano Prevost il modernista da colpire, qualunque cosa dica e faccia. Che scomunichi gli eretici o che passi tre settimane in vacanza.
Di più su questi argomenti:
Friulsardo, è nato nel 1986. Laureato in politica internazionale e diplomazia a Padova con tesi su turchi e americani, è stato arbitro di calcio. Al Foglio dal 2011, si occupa di Chiesa, Papi, religioni e libri. Scrittore prediletto: Joseph Roth (ma va bene qualunque cosa relativa alla finis Austriae). È caporedattore dal 2020.
