Chiesa
I PAPI DELLA SETTIMANA •
Numeri e storie. Dal brevissimo pontificato di Pio III a quello lunghissimo di Giovanni Paolo II
Karol Wojtyła è stato il papa dei record e delle grandi trasformazioni. Più di tremila discorsi pronunciati, decine di milioni di persone incontrate, profondi rinnovamenti nella struttura della curia. Il pontificato di Francesco Todeschini-Piccolomini durò invece meno di un mese

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16 ottobre 1978. Venne eletto Giovanni Paolo II, il polacco Karol Wojtyla, primo Papa non italiano dopo quattro secoli e mezzo. Il suo lungo pontificato, il terzo di tutti i tempi (dopo quelli di san Pietro e di Pio IX) fu ricco di primati: basta ricordare che l’insieme dei discorsi pronunciati in pubblico, delle quattordici encicliche, dei più di cento testi tra esortazioni, lettere apostoliche e altri, occupano più di novantamila pagine nella collana degli Insegnamenti dei pontefici; che il numero di santi e beati da lui proclamati supera quello di tutti i suoi predecessori degli ultimi quattro secoli; che più di cento, escludendo quelli in Italia, sono stati i viaggi apostolici compiuti in ogni parte del mondo, nei quali raggiunse 129 paesi diversi e anche terre remotissime, pronunciato più di tremila discorsi e incontrato molte decine di milioni di persone; che altri milioni di fedeli di ogni parte del mondo lo hanno ascoltato nelle oltre mille udienze generali; che 231 sono stati i cardinali da lui creati.
Le pagine del sito ufficiale della Santa Sede dedicate ai dati statistici del suo pontificato sono stupefacenti. Ma, più dei dati statistici, sono da considerare numerosi atti compiuti da Giovanni Paolo II che hanno sensibilmente inciso nella vita del mondo del suo tempo e lasciato una traccia profonda negli anni successivi: fra questi, il riconoscimento e la conseguente richiesta di perdono per alcune colpe del passato della Chiesa, le iniziative di preghiera insieme ai rappresentanti di altre religioni, alcuni fatti epocali come la visita alla Sinagoga di Roma (la prima in assoluto di un papa), dove definì gli ebrei “i nostri fratelli maggiori”, incontri memorabili come quello con i giovani durante il grande Giubileo del 2000, l’istituzione delle Giornate mondiali della gioventù, alcune originali riflessioni teologiche e pastorali come quelle dedicate alla “teologia del corpo”, iniziative ecumeniche di grande respiro, profondi rinnovamenti nella struttura della curia, due nuovi Codici di diritto canonico (uno per le Chiese orientali), il costante impegno contro ogni forma di violenza e di guerra in tutte le regioni del mondo e perfino il pacifico sovvertimento degli equilibri politici mondiali, sono soltanto alcuni esempi.
18 ottobre 1503. Morì Pio III, il senese Francesco Todeschini-Piccolomini. Era nipote di Enea Silvio Piccolomini, che gli permise di assumere il suo cognome, lo accolse in casa sua e gli fece studiare diritto a Perugia. Quando lo zio divenne Papa Pio II, nominò Francesco, che aveva 21 anni, arcivescovo di Siena e poi cardinale. Uomo colto e di fermi princìpi, durante il pontificato di Alessandro VI Borgia fu l’unico cardinale a protestare contro la proposta del Papa di affidare al figlio Juan vasti territori pontifici. Fu eletto Papa dopo Alessandro VI, ma il suo pontificato durò meno di un mese e i suoi progetti di riforme (e probabilmente anche della convocazione di un concilio) non ebbero modo di essere realizzati.