Cinema
Nuovo cinema Mancuso •
Le bambine
La recensione del film di Nicole e Valentina Bertani, con Mia Ferricelli, Agnese Scazza, Petra Scheggia
13 GIU 26
Ogni tanto siamo ripagati dal desolante realismo dei film italiani. Se i registi sono esordienti, basta la cameretta – ma comunque esigono lo scenografo e il costumista. Sono benvenute, e non crediamo ai nostri occhi, visto il panorama, le sorelle Bertani: scelgono il racconto di formazione – genere arduo perché solitamente il regista racconta la sua, di formazione. Pur senza essere davvero formato per il mestiere. Siamo nel 1997 a Ferrara. Linda ha otto anni, arrivata con la madre Eva che voleva sfuggire alla sua di madre, tanto ricca che ha la villa in Svizzera – non è la prima volta che Eva fugge portando con sé la figlia. Fa caldo, i vialetti attorno alle palazzine sono deserti, Linda incontra le due ragazzine Marta e Azzurra, piuttosto allo sbando: i genitori hanno altri pensieri. La vicina devota, invece, cerca sempre di attaccare bottone – deve far circolare tutti i pettegolezzi, e in mancanza di novità racconta la storia della figlia adottiva Lenka – con la carità pelosa che sempre ricorda “frugava nella spazzatura per mangiare”, e non vuole uscite in strada “perché c’è già stata troppo”. I titoli di testa, colorati con i pastelli, arrivano dopo 20 minuti, Carlino, in parrucca bionda, fa il babysitter e rende altri servigi. La madre Eva ogni tanto sviene per due o tre giorni. Tutto un non luogo, con il gelato Piedone, Maracaibo e Ligabue. Le sorelle Bertani son molto più brave di tanti applauditi colleghi.