Non importano l’età o la formazione: serve cervello per fare bei film

“Backrooms”, diretto da Kane Parson di anni 21, e “Obsession”, diretto da Curry Barker di anni 26, non sono filmini di nicchia, sono due pellicole che se la giocano con i blockbuster

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Curry Barker, regista di Obsession (foto Getty Images)

E’ incredibile come la notizia di due talenti ragazzini lasci indifferenti gli addetti ai lavori. In Italia, sicuro. I nostri preferiscono passare il tempo a chiedersi se Nanni Moretti sceglierà quest’anno la Mostra di Venezia, per lanciare il suo prossimo film: “Succederà questa notte”, tratto da alcune storie di Eskol Nevo raccolte in “Legami” – una già servita a Saverio Costanzo per “Hungry Heart”, prima di votarsi alla napoletanitude di Elena Ferrante.
“Un’intensa esplorazione dei sentimenti umani contemporanei” – scrivono del film. Basterebbe questo per tornare a vedere, dal primo all’ultimo, tutti e 5 i “Toy Story”, più emozionanti. Intanto i film che incassano – in Italia e soprattutto negli Stati Uniti, lo certifica il New York Times – sono due horror casalinghi. “Backrooms”, diretto da Kane Parson di anni 21. E “Obsession” diretto da Curry Barker, di anni 26. Non sono filmini di nicchia, come potrebbe essere da noi l’ottima favola dark “Le bambine” diretta dalle sorelle Nicole e Valentina Bertani. Sono due film che se la giocano con i blockbuster.
Hanno scalzato dalla prima posizione “Mandalorian e Grogu”, l’ultimo film della nobile – e finora assai redditizia – saga “Star Wars”. Una sola settimana in cima alla classifica, e poi l’antica fantascienza ha fatto largo al nuovo horror. Ha levato di mezzo anche lo stanco e sfilacciato “Scary Movie 5”, nato come parodia dell’horror – quello con la maschera bianca e deforme rubata a Edward Munch e al suo dipinto (una serie, in realtà) “L’urlo” - ormai parodiato a sua volta.
Ripetiamo l’età dei registi. 21 anni uno, 26 l’altro. Scuole di cinema: nessuna. Storia del cinema: sconosciuta (no, non fraintendete: non è una scusa per non studiarla e non vedere i film altrui se fate l’università e volete diventare registi). Traffici su internet, YouTube, siti di stranezze: moltissimi. “Obsession” è stato girato con 750.000 dollari. Per “Backrooms” ci sono voluti dieci milioni di dollari, compreso il compenso per le star Renate Reinsve e Chiwetel Ejiofor – due attori non proprio in fondo alla classifica. Finora ne ha portati a casa 200 – sempre milioni di dollari, intendiamo.
Per la A24, che produce il film, un record assoluto. Ha incassato più di “Marty Supreme” di Josh Safdie con Timothée Chalamet, che aveva incassato 191 milioni di dollari. Record mondiale per un film indipendente: non prodotto dalle major che spendono sempre di più, ma non badano alle idee come chi ha (relativamente) pochi soldi e li vuole spendere bene.
Servono i cervelli, non importa se hanno fatto le scuole giuste. Son cervelli che si sono messi alla prova su internet e dintorni. Che senza mai pronunciare la parola – forse neppure la conoscono – hanno costruito un retrobottega rischiarato da un neon giallino, assai somigliante all’inconscio di Sigmund Freud. Un labirinto disseminato di “resti diurni”, diversi per ognuno di noi. Non è il noioso inconscio collettivo di Gustav Jung, a volerla mettere giù difficile. Ma non serve: sono scene che intrattengono. E il pubblico applaude.