Fuze - Conto alla rovescia

La recensione del film di David Mackenzie, con Aaron Taylor-Johnson, Théo James, Sam Worthington

Evviva. Un bel film di rapina. Da tempo non ne vedevamo. Senza messaggio. Senza risvolto politico. Senza istanze da portare avanti. Senza generi – cinematografici, intendiamo – che se ne vanno dove vogliono, e mischiano le rapine con altro che c’entrano poco. Un film insomma. Un onesto film divertente da guardare, intelligente nel suo svolgimento. Pure i personaggi sono interessanti, per non parlare degli attori. Aaron Taylor-Johnson è il solito gran figo che abbiamo ammirato in “Anna Karenina” di Joe Wright, accanto a Keira Knightley. Theo James, ex modello e attore britannico ora con passaporto Usa, era nella seconda stagione di “White Lotus”. La terza è in arrivo, per chi ormai ha preso il vizio, ambientata a Cannes: hanno lasciato il tappeto rosso in posizione, a fine festival. Era anche nella serie “The Gentleman” di Guy Ritchie. Il film di David Mackenzie comincia in un cantiere londinese. Hanno trovato una bomba della seconda guerra mondiale, bisogna sgomberare l’area e disinnescarla. Lo sminatore capo ricorda il film di Kathryn Bigelow “The Hurt Locker”. L’aiuto-sminatore, un ragazzo promettente, osserva che la spoletta gli pare troppo nuova. Intanto, in una piccola banca dei dintorni, entrano in scena ladri ben attrezzati, per un colpo che si capisce preparato da tempo. Le strade sono vuote e silenziose, i palazzi evacuati, gli inquilini lontani. La banda del buco può lavorare in pace.