Cinema
Nuovo cinema Mancuso •
Se ami qualcuno dillo
La recensione del film di Marco Bonini, con Edoardo Leo, Giovanna Mezzogiorno, Claudia Gerini
In omaggio alla tradizione pedagogica che contrassegna il cinema italiano – anche quel che viene spacciato per commedia – l’imperativo è già nel titolo. E anche la parola “amore” sta in bella vista. Gli altri vizi – il “ci conosciamo tutti”, per esempio, alla Mostra di Venezia ogni attore italiano aveva un paio di film da protagonista – stanno dietro le quinte. Il regista Marco Bonini dirige una trama tratta dal suo libro – con lo stesso titolo, è uscito da Longanesi. Il finale si può indovinare fin dall’inizio. Il donnaiolo Edoardo Leo – nel film si chiama Sergio, padre di un Giulio e figlio di un altro Giulio morto giovane – ha una fidanzata (Claudia Gerini) che soffre per un tumore al cervello. E una ex moglie separata (Giovanna Mezzogiorno) ora sul punto di sposare un altro – manca soltanto una firmetta. Noi lo vediamo a letto con una terza fanciulla, non meglio identificata, e lì viene colto dal fatale coccolone. Arriverà anche “stiletto”, la signora del piano di sopra. Lui è in coma, forse si riprenderà o forse no, non è dato sapere in anticipo dove l’ictus ha fatto danni. Lo sapremo prestissimo: non abbiamo dimenticato il titolo del film, e neanche i suoi intenti educativi. L’uomo che non sapeva baciare – se ne lamenta la moglie – ora che è ridiventato bambino bacia di continuo. E’ diventato un tenerone. L’unica passione rimasta identica è quella per il pallone da calcio – anche questo servirà alla rieducazione.