Rio 2016: Camera commercio italo-brasiliana, 'Made in Italy' in testa al mercato

Le Olimpiadi di Rio sono ormai alle porte e l'evento rappresenta anche un'occasione e una vetrina per le imprese italiane che vogliono investire in Brasile.
2 AGO 16
Ultimo aggiornamento: 17:17 | 3 AGO 20
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La Camera di commercio fornisce agli operatori economici delle due comunità di riferimento, italiani verso il Brasile e brasiliani verso l'Italia, informazioni, consulenza e assistenza.
"Le imprese che aderiscono alla nostra Camera -continua Feletto- rappresentano una varietà di settori, tra i quali l’indotto al sistema automotive, tecnologie applicative nei 'Grandi Lavori', tecnologie nel sistema farmaceutico, macchinari per il sistema agricolo, sistemi di trasmissione dati, e molte altre, anche se di fatto assistiamo come organo super partes, alcune centinaia d’aziende non socie interessate a valutare situazioni particolari o il mercato Brasile in generale".
Ma l'arrivo delle Olimpiadi non ha influito in modo sostanziale sulle attività delle imprese. "Questo importante evento di respiro mondiale, negli ultimi anni -spiega Feletto- non ha influenzato in alcuna maniera il nostro lavoro, poiché, come è noto, i principali appalti e lavori per le Olimpiadi sono stati monopolizzati da consorzi e gruppi locali, con scarse possibilità, per gli specialisti dei grandi Lavori, d’essere protagonisti".
Per Feletto, "la crisi del sistema mondiale e brasiliano degli ultimi 12 mesi ha da un lato diradato l’interesse generale al Paese Brasile, ma dall’altro ha consolidato l’interesse d'imprese italiane aventi tecnologie, know how e competenze adeguate da permettere loro di progettare iniziative stabili (commerciali o produttive/assemblaggio) in loco, mantenendo comunque le sedi in Italia".
"I settori economici più importanti nelle esportazioni verso il Brasile -racconta Feletto- sono sempre i macchinari e attrezzature con tecnologie Made in Italy, l'alimentare di qualità, i sistemi di produzione e indotto al sistema automotive, dove il Gruppo Fca è leader, oltre ai medicinali, chimica e petrolchimica, agroindustriale di qualità, cosmetica".
"I riferimenti positivi derivano appunto dal fatto che i grandi gruppi come Pirelli, Ferrero, Fca, Barilla ed Enel, per citare i principali, stanno continuando a investire in Brasile poiché è un grande consumatore interno e membro Leader del Mercosul/Mercosur (Argentina, Brasile, Uruguai, Paraguai, Argentina con aggregati Cile e Bolivia)", dice.
"Ciò che ripetutamente consigliamo alle imprese italiane all’inizio di ogni approccio con noi, siano esse piccole, medie o grandi, è che prima d’iniziare a progettare iniziative in Brasile è necessario si affidino a chi, come noi, ne ha le reali competenze -conclude Feletto- per supportarle direttamente, ove possano trovare sin dall’inizio le informazioni gratuite atte a permettere loro di valutare la situazione in generale, per poter poi decidere le migliori forme di assistenza e consulenze per la loro penetrazione (commerciale e/o produttiva) al continente Brasile".