La produzione industriale è in negativo per il nono mese di fila

A novembre si registra un leggero recupero, ma in termini tendenziali prosegue la stagione del declino
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10 JAN 20
Ultimo aggiornamento: 11:50 AM
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Foto LaPresse

Dopo la notizia di ieri sull'aumento del tasso di occupazione, salito al 59,4 per cento (più 0,1 punti percentuali), i nuovi dati dell'Istat sono positivi solo a prima vista. Dopo due mesi di cali, a novembre si registra un leggero recupero congiunturale della produzione industriale, con un aumento dello 0,1 per cento rispetto a ottobre. Ma non basta uno zero virgola striminzito a fermare il declino nel settore. E infatti, in termini tendenziali, l’indice corretto per gli effetti di calendario presenta un segno negativo per il nono mese. A novembre 2019 l’indice complessivo è diminuito in termini tendenziali dello 0,6 per cento rispetto a un anno fa. Nella media del periodo gennaio-novembre poi, l’indice ha registrato una flessione tendenziale più acuta (meno 1,1 per cento). A frenare la ripresa è ancora l'energia, che in un anno cala del 3,9 per cento, insieme ai beni intermedi (meno 1 per cento) e dei beni strumentali (meno 0,4 per cento). A trainare la ripresa sono gli aumenti congiunturali nei comparti legati alla domanda di beni strumentali (più 0,8 per cento) e intermedi (più 0,7 per cento) da parte del sistema produttivo.
A registrare i maggiori incrementi tendenziali sono la fabbricazione di computer, i prodotti di elettronica e ottica (più 8,1 per cento), l’industria del legno, carta e stampa (più 7,0 per cento) e la fabbricazione di prodotti chimici (più 2,9 per cento). Le flessioni più ampie, invece, si registrano nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (meno 5,4 per cento), nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (meno 5,3 per cento) e nella metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (meno 4,9 per cento).