Ok l’orgoglio nazionale. Ma non saremo presi sul serio senza riforme e spending review

“Non dichiariamo guerra, ma sulla legge di Stabilità non siamo al discount”, dice Renzi. Detto ciò, prendere di petto Bruxelles e Berlino ha senso? Un girotondo di opinioni
13 AGO 20
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Quale priorità europea per il 2016? Parto dal presupposto secondo cui fu un grave errore strategico da parte di Renzi investire le proprie risorse politiche per ottenere la nomina di Federica Mogherini a “ministro degli esteri” dell’Unione europea, invece di ottenere posti rilevanti in ministeri economici. Pur essendo difficile “risalire la china” dato questo errore iniziale, ritengo che il governo debba enfatizzare con forza il tema dell’immigrazione, perché si arrivi per quanto possibile a una gestione “federale” del problema, e dall’altro lato il tema degli investimenti pubblici, che sono a mio parere – ma non solo mio – il principale tassello mancante nella politica economica dell’Unione (monetaria) europea accanto a una politica monetaria espansiva che non può fare tutto. Detto in altri termini, la ripresa degli investimenti privati deve essere affiancata da corposi investimenti pubblici in infrastrutture, per fare in modo che il cavallo “smetta di non bere” (semicit., Libero Lenti, 1964).
Riccardo Puglisi, Università degli Studi di Pavia, responsabile Economia di Italia Unica