Il pil respira, il lavoro meno. Le stime dell'Istat

Crescita sopra le attese, disoccupazione ai minimi. Ma 351 mila inattivi in più

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30 APR 26
Ultimo aggiornamento: 05:50 PM
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Foto ANSA

Il dato migliore della giornata di oggi, il pil italiano cresciuto dello 0,2 per cento nel primo trimestre e dello 0,7 per cento sull’anno secondo le stime preliminari Istat, va preso per quello che è: una buona notizia dentro una cattiva tendenza. Buona notizia, perché smentisce le previsioni più pessimistiche e porta la crescita acquisita per il 2026 allo 0,5 per cento. E cattiva tendenza, perché non racconta un’accelerazione ma la sopravvivenza a bassa quota; un rimbalzo. Il problema è nella composizione della crescita: secondo l’Istat crescono i servizi, mentre arretrano industria e agricoltura. Soprattutto, la domanda interna dà un contributo negativo e a tenere su il dato è la componente estera netta. Inoltre, il trimestre contiene solo in parte lo choc geopolitico ed energetico: due mesi su tre sono arrivati prima che la guerra del Golfo, iniziata il 28 febbraio, pesasse sulle imprese. Gli ultimi dati sul lavoro, sempre rilasciati da Istat, completano il quadro raffigurante la fragilità dell’economia italiana.
A marzo gli occupati calano di 12 mila unità rispetto a febbraio e, su base annua, sono 30 mila in meno rispetto a marzo 2025, interrompendo così la sequenza positiva recente. Il tasso di occupazione resta stabile al 62,4 per cento. Ma il numero che dovrebbe far discutere non è la disoccupazione (al 5,2 per cento) ma l’inattività (34,1 per cento). I disoccupati diminuiscono di 38 mila in un mese e di 304 mila in un anno, ma gli inattivi tra 15 e 64 anni aumentano di 46 mila nel mese e di 351 mila nell’anno. Significa che la disoccupazione cala non solo perché il mercato assorbe manodopera, ma anche perché una quota crescente di persone smette di cercare lavoro. Il governo può rivendicare che il pil non è fermo e che la disoccupazione è bassa. Ma un’economia che cresce dello 0,2 per cento, con domanda interna debole, industria in calo e partecipazione al lavoro che arretra, entra male nella stagione del caro energia. Aspettiamo il prossimo trimestre.