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L’appello di Confartigianato per il 1° maggio: “Il lavoro c’è ma non si trova”
Il giudizio sul provvedimento è complessivamente positivo, ma su un fronte continua a concentrarsi la preoccupazione dell'associazione: la difficoltà crescente delle imprese nel reperire manodopera qualificata
1 MAY 26

Foto Ansa
Nel giorno simbolo del lavoro, il messaggio che arriva da Confartigianato è chiaro: le opportunità ci sono, ma senza competenze adeguate il rischio è che restino inespresse. E colmare questo divario diventa una priorità non più rinviabile per il futuro dei lavoratori e del sistema produttivo italiano. A fare il punto è il presidente di Confartigianato, Marco Granelli, che analizza luci e ombre del mercato del lavoro italiano partendo dal decreto Lavoro approvato dal governo il 28 aprile. Confartigianato ha espresso un giudizio complessivamente positivo sul provvedimento. In particolare, vengono apprezzate le misure dedicate agli incentivi per le assunzioni – dal bonus donne al bonus giovani fino agli interventi nelle Zes – ritenute strumenti utili per sostenere l’occupazione stabile. Positivo anche l’incentivo alla trasformazione dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, considerato un passo importante soprattutto per favorire l’ingresso e la permanenza dei giovani nel mercato del lavoro. Apprezzamento anche per la conferma della centralità dei contratti collettivi nazionali nella determinazione dei salari, considerati un argine contro il dumping contrattuale e la concorrenza sleale.
Ma su un fronte continua a concentrarsi la preoccupazione di Confartigianato: la difficoltà crescente delle imprese nel reperire manodopera qualificata. “Il paradosso – osserva Granelli – è che il lavoro c’è, ma mancano i lavoratori”. Un nodo che sposta inevitabilmente l’attenzione sul rapporto tra sistema produttivo, scuola e formazione. I numeri di Confartigianato fotografano una situazione critica. Nel 2025, il 47% delle assunzioni previste in Italia è risultato di difficile copertura: oltre 2,7 milioni di lavoratori che le imprese non riescono a trovare. Una percentuale che sale al 50,5% nelle micro e piccole imprese e raggiunge il 59,7% nel comparto artigiano, dove mancano all’appello più di 293mila addetti.
Le difficoltà si concentrano soprattutto nelle aree a forte vocazione manifatturiera: dall’Umbria al Trentino-Alto Adige, dal Friuli-Venezia Giulia fino alle grandi regioni del Nord come Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. “È un paradosso evidente – evidenzia Granelli – proprio dove il lavoro è più dinamico, mancano le competenze necessarie”. Alla base di questo squilibrio ci sono fattori diversi: il calo demografico e l’invecchiamento della popolazione, ma anche un forte disallineamento tra formazione e fabbisogni delle imprese. In molti casi i candidati non ci sono; in altri, non possiedono le competenze richieste da un sistema produttivo sempre più orientato all’innovazione. A questo si aggiunge il cambiamento nelle aspettative delle nuove generazioni, più attente alla flessibilità e spesso attratte dal lavoro autonomo.
Le imprese, intanto, cercano di reagire. Oltre il 32% punta su aumenti salariali, mentre quasi il 29% offre maggiore flessibilità negli orari. Cresce anche la collaborazione con il territorio: un’azienda su quattro ha attivato rapporti diretti con scuole e istituti tecnici per formare i giovani direttamente “sul campo”. Tuttavia, per Confartigianato lo sforzo dei privati non è sufficiente. “Serve un impegno comune – afferma Granelli – per costruire un sistema formativo moderno e realmente connesso al mondo del lavoro”. Tra le priorità indicate: una rivalutazione culturale dell’istruzione professionale, il potenziamento dell’apprendistato e della formazione duale, oltre a un rafforzamento degli strumenti di welfare e bilateralità. In questa direzione si inserisce anche una delle tante iniziative messe in campo da Confartigianato: la creazione di un corso di laurea magistrale in Economia e management delle imprese artigiane e delle Pmi, realizzato insieme all’Università degli Studi di Palermo e che verrà presentato il prossimo 15 maggio a Palermo.