Mur e Confartigianato uniti: nasce la Laurea in gestione delle Pmi

La novità assoluta nel sistema formativo italiano è una risposta alla necessità di dotare le nuove generazioni di competenze manageriali d’avanguardia, capaci di guidare l’evoluzione di artigiani e Pmi, settori chiave del Made in Italy 
16 MAG 26
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Foto Ansa

L’artigianato e le Pmi si alleano con l’università per formare una nuova classe di manager dedicati a potenziare l’innovazione nei settori che rappresentano la spina dorsale dell’economia italiana. Nasce infatti il primo corso di laurea magistrale in “Economia e management delle imprese artigiane e delle Pmi” che verrà attivato dall’Università degli studi di Palermo nell’anno accademico 2026-2027. Una novità assoluta nel sistema formativo italiano, presentata il 15 maggio a Palermo, che scaturisce dalla sinergia tra il Ministero dell’Università e della Ricerca, l’Università degli Studi di Palermo e Confartigianato.
Il corso di laurea è una risposta alla necessità di dotare le nuove generazioni di competenze manageriali d’avanguardia, capaci di guidare l’evoluzione di artigiani e Pmi, settori chiave del Made in Italy, coniugando la tradizione della nostra cultura produttiva con le sfide della digitalizzazione, dell’internazionalizzazione, del passaggio generazionale in azienda. L’esigenza di questa figura professionale è certificata dai dati del 5° Radar Artigiano elaborato dal Censis per Confartigianato: nel 2025 il 64 per cento delle aziende artigiane ha utilizzato stabilmente il digitale e quasi la metà di esse (48 per cento) lo impiega già nelle fasi di progettazione. Negli ultimi anni l’80,5 per cento degli artigiani ha effettuato investimenti strategici ma il 67 per cento degli imprenditori segnala ancora forti criticità nel reperimento di manodopera qualificata e di competenze gestionali adeguate.
Con questa nuova laurea, l’Università di Palermo e Confartigianato non offrono soltanto un titolo accademico, ma una vera e propria infrastruttura di competenze. Il corso prevede infatti una costante interlocuzione con gli stakeholder del sistema produttivo e l’utilizzo di metodologie didattiche innovative, come il project work e l’esperienza sul campo, per garantire una formazione che sia, sin dal primo giorno, coerente con le reali evoluzioni del mercato del lavoro. Il piano formativo si distingue per un approccio multidisciplinare che unisce l’analisi della supply chain e dell’intelligenza artificiale a insegnamenti come la storia dell’impresa italiana e l’antropologia culturale. “Il nuovo corso di laurea – spiega il presidente di Confartigianato Marco Granelli – nasce dalla volontà di far incontrare università e aziende in un percorso di formazione accademico utile a possedere gli strumenti indispensabili ad affrontare le opportunità offerte dall’innovazione tecnologica, dalle transizioni green e digitale, dalla competizione sui mercati mondiali”.
In merito all’iniziativa, il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha dichiarato: “Il compito dell’università non è soltanto trasmettere conoscenze. Ma anche indicare strade, aprire visioni, costruire opportunità per il futuro dei giovani e, insieme, per il futuro del paese e delle sue eccellenze. Questo corso di laurea incarna esattamente questa missione: un’università che ascolta, che dialoga con il sistema produttivo, che fa squadra con le imprese per costruire competenze nuove e sempre più strategiche. Dalla capacità di accompagnare l’artigianato italiano nei processi di innovazione, nella crescita manageriale e nell’apertura ai mercati internazionali dipende anche la tutela di un patrimonio che custodisce la nostra storia e rappresenta una leva fondamentale per il futuro del paese”.
Da parte sua, il rettore dell’Università degli Studi di Palermo, Massimo Midiri, ha sottolineato: “Per il nostro ateneo oggi è una giornata importante. Rappresenta l’aggiunta di un tassello prezioso che arricchisce un’offerta formativa orientata all’innovazione, senza però rinunciare a valorizzare le tradizioni e le peculiarità del nostro territorio, che meritano di essere sostenute e accompagnate nel loro sviluppo. Mettere al centro le esigenze formative dei giovani significa offrire loro strumenti concreti per affrontare le sfide del mercato del lavoro, creando percorsi di studio capaci di essere competitivi a livello europeo. Palermo, del resto, occupa una posizione strategica nel Mediterraneo e può diventare un hub fondamentale per il dialogo e lo scambio di professionalità e competenze”.