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Diciotto mesi: il timer di Del Vecchio jr per il riassetto di Delfin
L'operazione per il prestito da 10-11 miliardi è alle battute finali ed è rilevante per orientarsi sulle future mosse del risiko bancario in Italia di cui la stessa Unicredit potrebbe fare parte
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21 MAY 26

Foto Ansa
Oltre a tentare la grande scalata tedesca, Unicredit è una delle tre banche (insieme con Bnp Parisbas e Crédit Agricole) che sta chiudendo con Leonardo Maria Del Vecchio l’accordo per il prestito da 10-11 miliardi di euro finalizzato al riassetto di Delfin. L’operazione è davvero alle battute finali ed è rilevante per orientarsi sulle future mosse del risiko bancario in Italia di cui la stessa Unicredit potrebbe fare parte. Come spesso avviene in questi casi, le banche erogano un prestito ponte, quello che in gergo bancario si chiama “bridge”, che per Leonardo jr sarà di 18 mesi (in genere, non supera i 24) e serve per mettere chi lo riceve nelle condizioni di realizzare i progetti che ha in mente pagando, durante il periodo, solo gli interessi sul capitale. Questo tempo sarà usato da Leonardo jr per definire il riassetto della holding di famiglia, con l’acquisto delle quote dai fratelli e la nuda proprietà dalla madre (e chissà se nel frattempo qualche altro erede non deciderà di vendere).
Poi, ci sarà un secondo accordo. Nel 2028 l’erede dello scomparso fondatore di Luxottica si siederà di nuovo al tavolo con le banche ma a quel punto dovrà avare ben chiaro in mente come restituire il capitale. E’ in quel momento, o poco prima, che, secondo una ricostruzione del Foglio, Leonardo, che nel frattempo avrà in mano il controllo della Delfin, potrebbe decidere di vendere tutto in parte il pacchetto delle partecipazioni finanziarie (vale a dire le quote detenute in Mps-Mediobanca, Generali e Unicredit). Agli attuali prezzi di mercato, questo pacchetto vale circa 14 miliardi, un po’ meno di qualche tempo fa a causa del calo subito alla Borsa di Parigi dall’azienda di famiglia, Essilor Luxottica (meno 32 per cento nell’ultimo anno), solo in parte compensato dai guadagni registrati dalle azioni bancarie tant’è che l’accordo per il prestito ponte ha subito un recente aggiornamento di valori. In sostanza, il giovane Del Vecchio ha un anno, un anno e mezzo per decidere il da farsi. E se per ripagare il finanziamento venderà le partecipazioni bancarie, c’è da giurarci che Unicredit sarà un interlocutore privilegiato in considerazione dei rapporti storici che legano le due parti.