I mille miliardi di Musk e la povertà che continua a diminuire

Gli anticapitalisti vedono nei miliardari uno scandalo. Ma i dati sulla povertà estrema mostrano che ricchezza privata e benessere globale possono crescere insieme

15 GIU 26
Ultimo aggiornamento: 08:50
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Elon Musk (Foto Ansa)

Grazie alla quotazione in borsa di SpaceX, Elon Musk è diventato il primo trilionario della storia. Prima dell’offerta, il suo patrimonio netto ammontava a circa 820 miliardi di dollari. Ora ha superato per la prima volta la soglia del trilione (mille miliardi) di dollari. Che questa sia una buona o una cattiva notizia dipende da chi si pone la questione. Innanzitutto, alcuni fatti che vale la pena conoscere. Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, del comunismo nell’Europa dell’Est e la fine del maoismo in Cina, il numero di miliardari è aumentato drasticamente. Intorno al 2000, c’erano circa 470 miliardari in tutto il mondo. Oggi ce ne sono circa 3.400: un aumento di oltre sette volte. Nel 2000, la loro ricchezza complessiva ammontava a 898 miliardi di dollari. Oggi si attesta a circa 20.000 miliardi di dollari. Tenendo conto dell’inflazione, la ricchezza dei miliardari è cresciuta di circa dodici volte dall’inizio del millennio. Gli anticapitalisti guardano a questo fenomeno con indignazione. In un mondo ancora segnato dalla povertà, lo considerano uno scandalo. Eppure, nello stesso periodo, la povertà è diminuita drasticamente. La percentuale di persone che vivono in condizioni di estrema povertà è scesa dal 29,3 per cento nel 2000 a circa il 10 per cento oggi (e sarebbe solo del 6,5 se utilizzassimo la precedente metodologia della Banca Mondiale).
Secondo la mentalità a somma zero abbracciata dagli anticapitalisti, tutto ciò non sarebbe potuto accadere. Da dove proviene la crescente ricchezza dei super ricchi se il numero di persone estremamente povere è diminuito così drasticamente nello stesso periodo? Le cifre dimostrano che l’assunto fondamentale degli anticapitalisti – secondo cui i ricchi si sono arricchiti a spese dei poveri – è falso. In realtà, l’aumento del numero di miliardari e il calo della povertà estrema hanno la stessa causa: la crescita economica.
La storia di Musk dimostra che il sogno americano è ancora vivo e vegeto. Musk è arrivato in Nord America come immigrato dal Sudafrica e in seguito si è trasferito negli Stati Uniti, dove ha trasformato Tesla e SpaceX in straordinari successi. Ma non è affatto l’unico. Sergey Brin è arrivato dall’Unione Sovietica negli Stati Uniti da bambino, con la sua famiglia, e ha cofondato Google con Larry Page. Jensen Huang è nato a Taiwan, è immigrato da bambino e ha trasformato Nvidia in una delle aziende più preziose al mondo. Storie come queste confutano anche l’affermazione comune secondo cui le fortune odierne sono per lo più ereditate. E’ invece vero il contrario. Negli Usa, la percentuale di miliardari che si sono “fatti da soli” è più alta che mai. Secondo Forbes, circa il 73 per cento dei miliardari americani ha costruito la propria fortuna da sé, e circa il 27 per cento ne ha ereditata la maggior parte.
Ma cosa spinge individui come Musk? In un intervento a una conferenza nel giugno del 2016, ha spiegato la sua motivazione: “Ci sono molte cose negative nel mondo. Succedono continuamente cose terribili. Ci sono molti problemi che devono essere risolti, molte cose tristi che in qualche modo ti buttano giù. Ma la vita non può consistere solo nel risolvere un problema triste dopo l’altro. Non può essere l’unica cosa. Ci devono essere cose che ti ispirano, che ti rendono felice di svegliarti la mattina e di far parte dell’umanità. E’ ora di andare avanti, diventare una civiltà che viaggia tra le stelle, essere là fuori tra le stelle, espandere la portata e la scala della coscienza umana. Lo trovo incredibilmente eccitante. Questo mi rende felice di essere vivo”.
Meno di 30 anni fa, Musk era seduto a bordo piscina con alcuni ex colleghi di PayPal, intento a studiare un manuale sgualcito su un motore a razzo russo. Quando un amico gli chiese dei suoi piani, Musk rispose: “Colonizzerò Marte. La mia missione nella vita è rendere l’umanità una civiltà multiplanetaria”. La risposta del suo collega fu: “Amico, sei fuori di testa”. Oggi Musk domina l’industria spaziale globale. I critici sostengono spesso che la sua fortuna si basi principalmente sui sussidi governativi, e citano frequentemente una cifra di circa 37 miliardi di dollari di sostegni pubblici. L’affermazione è fuorviante. Gran parte di quella somma rappresenta pagamenti previsti da contratti per servizi resi, in particolare da SpaceX. Quando la Nasa non è più riuscita a raggiungere la Stazione spaziale internazionale, dopo il ritiro dello Space Shuttle, l’agenzia si è rivolta a SpaceX: e i risparmi che SpaceX ha fatto ottonere all’agenzia superano di gran lunga i fondi che ha ricevuto. Anche se si accettasse la cifra di 37 miliardi di dollari per buona, essa comunque ammonterebbe a meno del 4 per cento del patrimonio netto attuale di Musk.
Rainer Zitelmann, autore del libro “New space capitalism”