Economia
botta e risposta •
Il fragile muro tedesco contro Orcel
L’agenzia finanziaria statale, azionista di Commerzbank con il 12,5 per cento, ha detto che non consegnerà le azioni perché l’offerta non è economicamente fattibile. Eppure, anche questa presa di posizione non è sufficiente a sbarrare il passo a Unicredit
17 GIU 26

Foto Ansa
Il primo campione bancario europeo sta nascendo nonostante l’opposizione della Germania. E’ l’impressione che si trae dal botta e risposta tra Unicredit e Commerzbank, che ieri ha fatto registrare la bocciatura ufficiale dell’offerta pubblica di scambio da parte del governo federale di Friedrich Merz. Nonostante questo, il titolo della banca italiana è stato sommerso da una pioggia di acquisti in Borsa (più 4,2%), segno che gli investitori credono nella buona riuscita dell'operazione. L’agenzia finanziaria statale, azionista di Commerzbank con il 12,5%, ha detto che non consegnerà le azioni perché l’offerta non è economicamente fattibile e ha sottolineato che il governo “sostiene l’indipendenza” dell’istituto di credito visto il “ruolo vitale” nel finanziamento dell’economia tedesca e delle pmi. Eppure, anche questa presa di posizione non è sufficiente a sbarrare il passo a Unicredit, che si sta dimostrando più che determinata a portare a termine un’operazione confidando negli assist che ha ricevuto dai vertici dell’Unione europea.
In realtà, c’è anche un altro aspetto che favorisce la scalata “cross border” di Orcel e cioè che il governo federale tedesco non ha strumenti normativi per opporsi a differenza di quanto ha fatto il governo italiano con il golden power sull’operazione Unicredit-Banco Bpm o quello spagnolo, che ha imposto alcune prescrizioni alla fusione tra Bbva e Banco Sabadell. Insomma, l’unica chance che ha Merz è non aderire all’offerta di Orcel. Ieri, ultimo giorno dell’offerta, che vedrà, però, un prolungamento di 15 giorni, le adesioni sono arrivate quasi al 13% portando la partecipazione diretta detenuta in Commerzbank al 43%, abbastanza per controllare l’assemblea dei soci . Calcolando gli strumenti derivati in mano a Unicredit, Gae Aulenti è già potenzialmente al 55%. Non è un caso che Orcel abbia già fatto sapere di essere nelle condizioni di azzerare il board della banca tedesca il prossimo anno e di prevedere nel giro di tre anni una fusione tra Commerzbank e Hvb, l’altra banca controllata in Germania da Unicredit. Se riesce, è un’aggregazione bancaria che nasce a spallate ma resterà nella storia.