Il falso dilemma di Giorgetti, perché per le spese militari Safe conviene più del Btp

Il ministro dell'Economia dice che sta valutando la convenienza del fondo per la Difesa. Ma il meccanismo è lo stesso del Next Generation Eu, e il confronto con i titoli italiani a 30 anni è chiaro: con il Bond Ue il risparmio è di 7 miliardi

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Per come la mette il ministro dell’Economia, il presunto scontro con il ministro della Difesa sull’uso del programma europeo Safe per le spese militari è un falso problema. O meglio, è un problema già risolto. “Come ministro delle Finanze – ha detto Giancarlo Giorgetti, intervistato dal direttore della Verità Maurizio Belpietro – devo valutare se questi 15 miliardi di Safe come debito costano di più o di meno rispetto al Btp. Il Btp a dieci anni mi costa il 3,6 per cento. Quanto mi costa il Safe a 40 anni? 3,4. Allora prendo il Safe. Se costa di più no, perché preferisco prendermi il Btp”. Se questi sono i termini della questione, non si comprende dove sia l’incertezza. 
Non c’è bisogno di fare calcoli per sapere, già in partenza, che il prestito Safe è più conveniente dell’emissione di titoli di stato. Per un banale motivo. Sebbene sia in ribasso, l’Italia ha uno spread più elevato della media dei paesi dell’Eurozona e, pertanto, l’emissione di un titolo europeo ha per forza di cose un rendimento inferiore.
Da decenni l’Italia chiede gli “Eurobond”, perché riducono il nostro costo di finanziamento, e il fondo Safe (Security Action for Europe) è esattamente un Eurobond con tassi competitivi e a lunga scadenza per finanziare investimenti degli stati membri nell’aumento delle capacità difensive.
Che questo sistema sia finanziariamente vantaggioso per l’Italia è evidente dal fatto che il governo ha chiesto tutti i prestiti possibili del Next Generation Eu (Ngeu): lo ha fatto proprio perché il costo del debito è inferiore a quello di un’emissione di Btp. Lo ha spiegato, nella stessa intervista, proprio il ministro Giorgetti rispondendo a un’altra domanda sul Piano di ripresa e resilienza. “La quota maggioritaria del Pnrr sono prestiti che dovranno essere rimborsati a un tasso d’interesse competitivo rispetto al mercato”.
Ecco, il finanziamento del Safe funziona esattamente come quello del Pnrr. Non in senso teorico, ma proprio pratico. Da oltre due anni la Commissione europea ha un “approccio unificato” per il finanziamento del debito (unified funding approach): vuol dire che per tutti i programmi – dal Next Generation Eu al Sure (lo strumento per finanziare la cassa integrazione durante la pandemia), dall’assistenza macrofinanziaria all’Ucraina al Safe per la Difesa – Bruxelles emette obbligazioni comuni (“Eu bond”). Tutta la raccolta viene messa in un fondo centrale che poi ripartisce le risorse ai vari programmi previsti dalla Commissione. In questo modo, invece di fare emissioni frammentate, viene messo sul mercato un unico titolo che è più liquido, ciò ha un impatto positivo sul prezzo. In sostanza, il Safe è finanziato esattamente con le stesse emissioni del Ngeu. Quindi il governo non deve fare conti per valutarne la convenienza, perché si presume che li abbia già fatti quando ha chiesto tutti i prestiti del Pnrr.
Ma, andando nel concreto, si può fare qualche rapido calcolo per vedere quant’è la convenienza. Come dice Giorgetti, il Safe al 3,4 per cento è più conveniente del Btp al 3,6 per cento. Ma il risparmio è maggiore. Come ha ricordato il ministro, i prestiti Safe si rimborsano a 30-40 anni, allora è più corretto fare un confronto con un Btp trentennale, che ha un rendimento di circa il 4,5 per cento: oltre un punto percentuale in più rispetto al Safe. Questo implicherebbe, se l’Italia decidesse di attivare tutti e i 15 miliardi che ha richiesto e la Commissione autorizzato, un risparmio cumulato su tutta la durata del finanziamento di circa 7 miliardi di euro.
Naturalmente è corretto ricordare che si tratta comunque di una spesa ulteriore finanziata con debito, sebbene più economica. Quindi è legittimo fare una valutazione, tra vincoli finanziari e vincoli politici internazionali, se e di quanto aumentare la spesa per la Difesa.
Ma una volta presa questa decisione, non esiste alcun dilemma da risolvere sulla convenienza del Safe rispetto al Btp. Questa valutazione è autoevidente ed è stata già fatta quando l’Italia ha scelto di accedere al Sure, al Next Generation Eu e al programma di assistenza all’Ucraina invece di indebitarsi sul mercato con i propri Btp.