Spazioporto di Grottaglie, il sogno delle “burrate suborbitali” è congelato

L'impresa è stata annunciata da Emiliano nel 2018, ma ora è il turno del ministro Adolfo Urso. E anche Giorgia Meloni ci ha messo la firma. Ma con l’insediamento di Antonio Decaro, la regione sta facendo una nuova verifica della reale utilità

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Foto Lapresse

“A Grottaglie-Taranto nascerà il primo Spazioporto d’Europa. Sembrava un sogno, ma non lo è. La Puglia è un naturale contenitore di sogni. Pugliesi, non abbiate mai timore di puntare in alto, anche quando intorno vi scoraggiano, vi prendono in giro”. Era il 2018 quando l’allora presidente della regione Puglia Michele Emiliano annunciò la realizzazione dello spazioporto: “Grazie a questi voli, prodotti locali potrebbero essere trasportati da Grottaglie a Los Angeles in poche ore. Questo cambierà il concetto di chilometro zero”. L’allora ministro Carlo Calenda, unico esponente politico a ridicolizzare il progetto, coniò le famose “burrate suborbitali km zero”.
La risposta di Emiliano arrivò poco dopo: “Fino al 2018 ci prendevano ancora in giro per il fatto che regione Puglia ed Enac avessero questo sogno in testa. Ci sono volute grande lucidità e consapevolezza per andare avanti. Senza Aeroporti di Puglia e Enac sarebbe stato difficile perché avevamo contro persino il governo, nel senso che io venivo preso in giro dal ministro dell’epoca – disse il governatore – Probabilmente tra qualche decennio Taranto e Grottaglie saranno famose nel mondo per politiche spaziali, per quello che riusciremo a fare da questa base non solo per voli suborbitali, ma anche per il turismo di chi non se li può permettere me vuole visitare lo spazioporto. Una rampa di lancio per un futuro dove le stelle non saranno più l’orizzonte a cui affidare i propri sogni ma un motivo di crescita, orgoglio e ricchezza per la nostra regione”.
A volere questa impresa infatti, oltre a Emiliano, c’è sempre stato il presidente di Enac, Pierluigi di Palma, dalemiano di ferro nato a Grottaglie e in passato anche candidato sindaco della città. Il progetto è stato sostenuto da ministri di tutti i colori (tranne Calenda). La prima fu la grillina Barbara Lezzi, partecipe alla presentazione ufficiale con Jeff Bezos, con il supporto del collega ai Trasporti Danilo Toninelli che firmò un decreto.
Ora è il turno del ministro Adolfo Urso. Anche Giorgia Meloni ci ha messo la firma: “Michele Emiliano è l’Elon Musk della Puglia” disse la premier. Subito le rispose il presidente dell’Enac Di Palma: “Ringrazio il presidente Meloni per aver inserito anche la realizzazione dello spazioporto di Grottaglie negli investimenti previsti dall’accordo tra il governo e la regione Puglia”. Intervenendo in audizione alla Camera, l’Enac aveva sollecitato l’introduzione di disposizioni per la regolazione del volo suborbitale, attribuendone la competenza alla stessa Enac. Detto fatto, con tanto di stretta di mano tra Di Palma e Adolfo Urso.
“Sono stato a Washington dove ho incontrato i più grandi attori commerciali, le più grandi imprese. Con alcuni di loro ho discusso della possibilità di individuare proprio in Grottaglie, in Puglia, il futuro spazioporto, un’ipotesi affascinante che diventa sempre più concreta” disse poi Urso. Seguì un emendamento a firma FdI-Lega per regolare le attività di questo tipo di infrastrutture. II progetto è stato finanziato dalla regione con 70 milioni di fondi europei con una decisione della giunta Emiliano. Ma con l’insediamento del suo (ex) delfino Antonio Decaro, la regione sta facendo una nuova verifica della reale utilità. A oggi navicelle suborbitali non se ne vedono, la Virgin è sparita, e la giunta ha deciso di congelare il finanziamento. “In assenza di un vettore già operativo, pensare di destinare interamente le risorse finanziarie alla realizzazione degli immobili potrebbe essere una scelta poco opportuna”, ha detto l’assessore allo sviluppo Eugenio Di Sciascio.
“Spero che si ricorderanno di chi ha fatto il passo come Armstrong sulla luna: fare quel passo era un rischio politico enorme in quel momento e noi lo abbiamo fatto – disse Emiliano –. La verità è che qui si sta scrivendo la storia dell’Italia, e non capita spesso che questo possa accedere in una località del Sud”. La storia suborbitale è stata scritta, ma non è decollata. E neppure la burrata.