Che sia un addio al taglio delle accise!

Regressivo e non mirato ai più deboli, è costato in tutto 1,7 miliardi di euro

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Foto di Daniele Solavaggione per La Presse

Da oggi lo sconto sulle accise di benzina e diesel non c’è più. Il governo ha deciso di non prorogare il taglio con scadenza del 3 luglio, perché “da ormai oltre 20 giorni cala il costo dei carburanti” ha spiegato ieri il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, parlando da Piombino. La scelta di non prorogarlo è quella giusta, ma per ragioni che vanno oltre il calo del prezzo alla pompa.
La prima ragione riguarda la regressività dello sconto, specialmente nelle prime versioni, introdotte il 18 marzo nel decreto Carburanti e giunte fino al 1 maggio, che prevedevano uno sconto generale di 25 centesimi al litro su benzina e diesel per 20 giorni. La Banca d'Italia, nell’ultima Relazione annuale, ha ricordato che la spesa per carburante cresce con il reddito, e che più di metà del beneficio di un taglio generalizzato finisce ai due quinti più ricchi della popolazione, dunque a chi può permettersi il rincaro.
La seconda ragione riguarda l’elevato costo delle misure, che sono costate in tutto circa 1,7 miliardi di euro (417 milioni il primo decreto, altri 500 milioni la proroga fino a inizio maggio, poi via via scendendo fino ai 149 milioni dello sconto partito il 7 giugno). Con molte meno risorse il governo avrebbe potuto rifinanziare un bonus mirato che aveva già in tasca, come la carta “Dedicata a te”, che nel 2023 riservò un contributo carburante alle famiglie con Isee basso, misura che costa una frazione dello sconto generalizzato e arriva a chi ne ha davvero bisogno. Per un paese con il deficit 2026 previsto al 2,9 per cento del pil, vuol dire spazio di bilancio usato male. In ogni caso, dal 2 maggio, il governo ha cominciato a rimodulare lo sconto, con una prima riduzione da 20 a 5 centesimi solo per la benzina. Progressivamente, anche il taglio sul diesel è passato prima a 10 centesimi e infine a 5, per riallinearlo, dal 7 giugno, con lo sconto di cui godeva la benzina.
Infine, terza ragione: come ha avvertito ieri Goldman Sachs, il mercato del petrolio tornerà presto in eccesso di offerta, salvo nuovi sviluppi.
E se i rincari dovessero tornare? Bonus mirato.