Economia
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Il mondo dell’energia, tra consumi in aumento e crescente rilevanza dei minerali critici
Il World Energy Review 2026 di Eni delinea un quadro energetico caratterizzato da un mix delle fonti sostanzialmente inalterato e da una crescente attenzione agli effetti delle tensioni geopolitiche sui mercati e sulla sicurezza degli approvvigionamenti
10 LUG 26
Ultimo aggiornamento: 14:51

È online il primo modulo del World Energy Review 2026 (WER). In questa prima pubblicazione Eni presenta una lettura aggiornata delle dinamiche riguardanti il settore Oil, Gas, Rinnovabili e Minerali Critici e, come novità di questa release, è anticipata la pubblicazione dei dati relativi a popolazione e PIL.
Il WER, tradizionale appuntamento annuale, offre una lettura completa e aggiornata delle dinamiche del settore energetico globale. Giunto alla 25ª edizione, il WER si conferma come uno strumento di riferimento, capace di integrare dati, analisi e trend per interpretare l’evoluzione dei mercati con un approccio chiaro e strutturato. L’edizione 2026 restituisce l’immagine di un sistema energetico in cui le fonti tradizionali restano fondamentali, le rinnovabili crescono rapidamente e i minerali critici assumono un peso di rilievo.
L’energia
nel 2025
Il mercato energetico mondiale è contrassegnato da persistenti tensioni geopolitiche, dinamiche di mercato complesse e dalla crescente necessità di coniugare sicurezza degli approvvigionamenti energetici e gestione responsabile degli aspetti ambientali.
I consumi mondiali di petrolio proseguono il trend di crescita, trainata dai paesi non OCSE, raggiungendo i 104,3 Mb/g (+0,9 Mb/g rispetto all’anno precedente) in un contesto di moderata espansione economica e di incertezze legate alle politiche commerciali statunitensi. Parallelamente, la produzione mondiale ha registrato un incremento significativo, attestandosi a 100,4 Mb/g (escludendo biofuel e processing gains), in crescita di 3,1 Mb/g rispetto al 2024, sostenuta in particolare dai Paesi non-OPEC principalmente Stati Uniti.
Una maggiore stabilità ha contraddistinto il mercato del gas, con una prima fase relativamente tesa (a fronte di un’offerta limitata e consumi in crescita), seguita da un ribilanciamento nella seconda parte dell’anno connesso alla maggiore offerta GNL. Domanda e produzione globale in aumento limitato rispetto al 2024 (circa +1%).
La capacità delle rinnovabili intermittenti (solare e wind) ha superato i 3.600 GW grazie al crescente contributo del solare fotovoltaico (circa il 75% delle nuove installazioni). Tale crescita si è concentrata prevalentemente in Cina con oltre il 60% delle nuove installazioni totali.
Anche la produzione di minerali critici, fondamentali per lo sviluppo delle nuove tecnologie, è in moderata crescita, trainata principalmente dal contributo di litio e grafite.
Oil
Anche nel 2025 il mercato petrolifero è stato dominato da incertezza e volatilità, dovute principalmente alle crescenti tensioni geopolitiche che hanno inciso fortemente sulle dinamiche di mercato.
Il Brent ha chiuso l’anno con una media di 69,1 $/b, in ribasso del 14% rispetto al 2024, risentendo delle politiche commerciali statunitensi e del progressivo allentamento dei tagli OPEC+. Le tensioni tra Israele e Iran hanno generato volatilità con spike rialzisti a giugno, senza tuttavia alterare il trend ribassista. Nella seconda metà dell'anno, i timori crescenti di un mercato atteso in surplus hanno pesato sulle quotazioni nonostante il contesto geopolitico abbia continuato a rappresentare un fattore di incertezza.
Lato domanda, nel 2025 si è osservato un aumento globale di 0,9 Mb/g, raggiungendo un livello di 104,3 Mb/g. Questo incremento è risultato sostanzialmente in linea con il 2024, in un contesto caratterizzato da una crescita economica moderata, anche in questo caso, per l’incertezza legata alle politiche commerciali USA. L’aumento della domanda di petrolio è stato alimentato principalmente dal forte incremento del consumo di jet-kerosene e dalla robusta domanda di LPG ed etano. La crescita è rimasta concentrata nei paesi non OCSE, con un contributo diversificato: accanto alla Cina si sono affiancati Nigeria, India, Indonesia e America Latina, che insieme hanno rappresentato circa il 70% dell’aumento.
Per quanto riguarda la produzione, nel 2025 è aumentata di 3,1 Mb/g rispetto all’anno precedente, raggiungendo 100,4 Mb/g (escludendo biofuel e processing gains), con un contributo positivo sia dei paesi non-OPEC (+1,8 Mb/g), in particolare degli Stati Uniti (+0,8 Mb/g), sia dell’OPEC (+1,3 Mb/g), grazie al completamento del piano di rientro dei tagli alla produzione stabiliti nell’accordo del 2024.
Infine, nel 2025 la capacità di raffinazione primaria si attesta a 104,9 Mb/g, sostanzialmente in linea con il 2024. In particolare, l’entrata in esercizio di nuovi impianti, tra i più importanti Dangote in Nigeria (650 kb/g) e Duqm in Oman (230 kb/g), ha controbilanciato le chiusure di alcuni siti in particolare nel Bacino Atlantico, in Europa e in USA. A fine 2025 la capacità di raffinazione in Europa risulta inferiore di oltre 1 Mb/g rispetto al 2015.
Gas
Naturale
Il 2025 è stato contraddistinto da apparente stabilità derivante da una prima fase di mercato relativamente teso (a fronte di un’offerta limitata e consumi in crescita), seguita da un ribilanciamento nella seconda parte dell’anno grazie prevalentemente alla crescita dell’offerta GNL.
Complessivamente nel corso del 2025 i prezzi nei principali hub internazionali sono aumentati mediamente di circa il 26% rispetto al 2024:
La domanda globale di gas ha raggiunto nel 2025 circa 4.150 Bcm, in lieve aumento rispetto al 2024 (circa +1%) con una dinamica di crescita più moderata rispetto all’anno precedente. I paesi OECD hanno registrato un incremento della domanda gas dell’1% (prevalentemente legata alle condizioni meteorologiche), mentre quelli non-OECD hanno confermato consumi pressoché stabili.
La produzione mondiale ha mostrato un andamento in linea con la domanda, la cui crescita è sostenuta principalmente dai paesi OCSE, mentre nelle economie emergenti è più contenuta.
Per quanto riguarda il GNL, nel 2025 continua la crescita su scala globale sia delle capacità di liquefazione che di rigassificazione. La capacità di liquefazione nominale ha raggiunto circa i 700 Bcm (+6%), mentre quella di rigassificazione è salita a circa 1.600 Bcm (+5%). L’espansione più rilevante nella liquefazione si è verificata negli Stati Uniti (circa +30 Bcm), mentre gli aumenti più significativi nella rigassificazione si sono registrati in Asia (circa +40 Bcm), soprattutto in Cina (+24 Bcm), e in Europa (+16 Bcm).
Fonti
Rinnovabili
Nel 2025 le installazioni di fonti rinnovabili intermittenti (solare fotovoltaico ed eolico) hanno consolidato la dinamica di forte espansione (+22% vs 2024) con una capacità installata globale che ha superato complessivamente i 3.600 GW, confermando l’impegno crescente verso queste tecnologie.
Il fotovoltaico continua a trainare lo sviluppo delle rinnovabili. Nel 2025 la capacità cumulata mondiale ha raggiunto circa 2.400 GW, con un incremento di oltre il 27% rispetto al 2024 (circa +500 GW). Si osserva un andamento particolarmente dinamico nelle economie non OECD. In particolare, la Cina con una capacità installata pari a circa 1.200 GW consolida il suo primato nello sviluppo della tecnologia con oltre il 60% della crescita totale, rappresentando circa il 50% della capacità installata mondiale.
Parallelamente, il settore eolico mostra un’espansione più contenuta: la capacità globale ha raggiunto nel 2025 circa 1.300 GW, in aumento di circa il 14% rispetto al 2024. Anche in questo ambito la Cina, con una capacità installata di circa 640 GW, ha guidato la crescita registrando il 75% dell’incremento totale e confermando la sua posizione dominante con quasi il 50% del totale mondiale di capacità installata. Europa e Nord America continuano a rivestire un ruolo rilevante con quote rispettivamente del 23% e del 14% a livello globale ma con trend meno esplosivi.
Minerali
critici
I minerali critici assumono un ruolo strategico fondamentale per lo sviluppo di tecnologie chiave per la transizione energetica. Elementi quali cobalto, litio, nichel, manganese e grafite risultano indispensabili nella produzione di batterie, mentre le terre rare rivestono un ruolo chiave per l’energia eolica e il silicio costituisce la base della tecnologia fotovoltaica.
Tuttavia, l’estrazione di queste risorse è fortemente concentrata in pochi paesi, generando rischi per la sicurezza degli approvvigionamenti e limitandone la concorrenza. Vista anche la crescente domanda connessa al processo di transizione energetica, negli ultimi anni si è registrato un deciso incremento dei prezzi delle materie prime critiche.
La significativa concentrazione geografica della produzione è particolarmente evidente per il silicio e la grafite, provenienti per circa l’80% dalla Cina, per il cobalto, estratto per il 73% in Repubblica Democratica del Congo, nonché per le terre rare e il nichel, prodotti rispettivamente per il 69% in Cina e il 67% in Indonesia. Nel 2025, la produzione complessiva di minerali critici è aumentata rispetto al 2024, con particolare evidenza per il litio (+29%) e la grafite (+13%).
Per quanto riguarda le riserve, le maggiori concentrazioni si registrano per cobalto e terre rare, minerali che si trovano per oltre il 50% rispettivamente nella Repubblica Democratica del Congo e in Cina.
Economia
Nel 2025 la popolazione mondiale continua ad aumentare con un ritmo di circa 1% a/a superando gli 8 miliardi di persone. La crescita demografica si conferma concentrata nelle economie emergenti (Africa +2,3% e Medio Oriente +1,9%) che registrano i tassi più sostenuti, mentre l’Europa mostra una dinamica pressoché stagnante (+0,1%).
A livello di singoli Paesi, l’India, con circa 1,5 miliardi di abitanti, risulta il paese più popoloso al mondo, consolidando il sorpasso sulla Cina avvenuto nel 2023. Tra i dieci Paesi più popolosi, le dinamiche più robuste si osservano nelle economie africane (Nigeria +2,1%, Repubblica Democratica del Congo +3,3%), seguite da alcune economie dell’Asia meridionale tra cui Pakistan e Bangladesh. In controtendenza, la Russia prosegue il trend di contrazione in atto dal 2019.
Sul piano macroeconomico, l’economia globale evidenzia una crescita moderata ma resiliente, in un contesto caratterizzato da tensioni commerciali, elevata incertezza geopolitica e andamenti disomogenei tra aree geografiche. Gli Stati Uniti continuano a fornire un contributo rilevante alla crescita globale, sostenuti dalla tenuta dei consumi e dagli investimenti, in particolare nei settori tecnologici. La Cina mantiene un ritmo di espansione significativo, pur in presenza di un progressivo rallentamento rispetto ai decenni passati.
Nell’area dell’euro, l’attività economica mostra una dinamica più contenuta, sostenuta da un lento recupero dei redditi reali, ma ancora frenata dalle debolezze del comparto manifatturiero e dal contesto internazionale incerto.
Tra le economie emergenti, la Cina continua a crescere, confermando tuttavia un profilo di rallentamento strutturale. Lo sviluppo dei settori ad alta tecnologia fornisce un supporto importante, ma la dinamica complessiva risente della debolezza della domanda interna, delle criticità del comparto immobiliare e delle sfide demografiche. L’India ha registrato una robusta performance, trainata da investimenti infrastrutturali, dalla vivacità della domanda interna e dal continuo sviluppo del comparto dei servizi e del settore tecnologico.