Economia
la relazione •
Chiara Mosca detta la linea europeista della Consob mentre prosegue lo stallo politico per la nomina
Prima relazione annuale firmata da una donna alla guida dell'Autorità. La presidente vicaria segna la discontinuità con il predecessore Savona e rilancia la linea Draghi sull'unione dei capitali: "Servono fino a 800 miliardi l'anno". Giorgetti sulla nomina del nuovo presidente: "Ce ne occuperemo questa settimana"

Un approccio chiaramente europeista, vicino alla linea indicata da Mario Draghi per l’integrazione dei mercati e l’unione dei capitali e del risparmio. E non poteva essere diversamente per Chiara Mosca, presidente vicario della Consob, che stamattina ha tenuto – prima volta per una donna – la consueta relazione annuale davanti alla comunità finanziaria riunita a Palazzo Mezzanotte a Milano. Lei, docente della Bocconi, è stata nominata nel 2022 proprio dall’ex premier Draghi come commissario dell’autorità di vigilanza sui mercati di cui è diventata presidente facente funzioni lo scorso marzo, quando il mandato di Paolo Savona è scaduto senza che fosse sostituito. “Si stima che per rilanciare la competitività europea nei settori strategici, che includono l’intelligenza artificiale riconosciuta tecnologia rilevante per la crescita, serviranno all’Europa 750-800 miliardi annui”, ha detto Mosca. “Questo fabbisogno offre una misura del contributo che può essere fornito dai mercati finanziari, facendo affidamento sui circa 11 mila miliardi di euro che costituiscono la ricchezza finanziaria disponibile delle famiglie europee. Se solo una parte di questi risparmi venisse canalizzata verso investimenti in innovazione, l’Europa sarebbe in grado di colmare il divario che la separa dai principali competitor globali”.
Un discorso che sembra segnare una evoluzione rispetto alla posizione del predecessore Savona, che nei tempi più recenti non è mai stato anti europeista ma nelle sue relazioni si soffermava più sulle difficoltà di armonizzare le normative nazionali con quelle dell’Unione che sulle opportunità che un mercato unico potrebbe offrire. Ma è il segno dei tempi che cambiano in uno scenario geopolitico che sta spingendo l'Europa a rafforzare la sua competitività. La presidente vicario della Consob coglie questo aspetto ed evidenzia con dati oggettivi la dimensione, ancora ridotta, e il funzionamento, ancora troppo frammentato, dei mercati finanziari dell’Unione europea. Un gap con i mercati cinesi e americani che, è implicito nel suo discorso, va superato. Tanto per fare un esempio, la Cina è oggi è al primo posto in termini di volumi raccolti dalle ipo (quotazioni di società in Borsa).
Sul fronte interno, Mosca si è soffermata anche sull’impatto – ancora in corso di valutazione - della recente riforma del Testo unico della Finanza approvata nel 1998, anno in cui il ministro Padoa Schioppa istituì l’incontro annuale della Consob con la comunità finanziaria. “Questo collegio sta esercitando con pienezza i compiti a esso assegnati”, ha detto Mosca in apertura dei lavori. Presente in sala il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che a margine dell'incontro ha annunciato che "questa settimana ci occuperemo" della nomina del presidente della Consob. Un modo per sfatare il dubbio che la vacatio che si è creata in seguito al gioco di veti incrociati tra le forze della maggioranza di governo si rifletta nell’operatività della Consob, che nel 2025 ha dovuto esaminare ben 70 ricorsi nell’ambito di un risiko bancario, tutt’oggi molto vivace. “E nel 2026, tra gennaio e inizio luglio, ci siamo riuniti 36 volte, esaminando 564 pratiche e adottando 260 delibere”, ha detto Mosca. Mai un presidente aveva sottolineato con tanta enfasi l’attività svolta. Ma ci sta, visto che mentre a Palazzo Chigi ancora si ragiona per scegliere il presidente (che deve essere nominato dal presidente della Repubblica su proposta della presidenza del Consiglio) negli uffici della Consob si lavora per cercare di mantenere un funzionamento del mercato dei capitali italiano. E ce ne sarà bisogno visto che il processo di consolidamento bancario promette di riservare ancora delle sorprese, a stretto giro.