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editoriali

Le scuse (mancanti) di Gratteri

Redazione

Assolti anche in appello Oliverio, Luchetti e Aiello. Il pm farà mea culpa? 

La Corte d’appello di Catanzaro ha confermato l’assoluzione di Mauro Luchetti, imprenditore spoletino, presidente del gruppo di comunicazione ed eventi Hdrà, dall’accusa di concorso in peculato in merito alla partecipazione della regione Calabria al Festival dei due mondi del 2018. Confermata l’assoluzione anche dell’ex governatore Mario Oliverio e dell’ex parlamentare Ferdinando Aiello. L’indagine era stata aperta dalla procura di Catanzaro, all’epoca guidata da Nicola Gratteri (oggi procuratore di Napoli).

La procura accusò l’allora governatore Oliverio di aver utilizzato oltre 95 mila euro di fondi pubblici, destinati alla promozione turistica della regione Calabria al Festival dei due mondi, per finalità ritenute “privatistiche”. In altre parole, per gli inquirenti il presidente Oliverio aveva usato quei soldi soltanto per la sua “promozione politica”. Tesi smentita già dal tribunale di Catanzaro e ora anche dalla Corte d’appello, a cui Gratteri aveva fatto ricorso dopo la prima sentenza di assoluzione. I giudici hanno infatti riconosciuto come la partecipazione della regione rientrasse in un’ampia strategia di promozione territoriale e valorizzazione dell’immagine della Calabria in contesti culturali di rilievo nazionale e internazionale.

L’inchiesta contribuì a demolire l’immagine di Oliverio, insieme all’indagine ancor più pesante in cui venivano ipotizzati i reati di corruzione e abuso d’ufficio (la vicenda si è poi chiusa con l’assoluzione dell’ex governatore). Gravi anche le ripercussioni dell’indagine sull’azienda di Luchetti, come spiegò lui stesso al Foglio dopo la prima assoluzione: “Fino al 2019 avevo un’azienda che fatturava oltre venti milioni, oggi circa sei. Ho dovuto licenziare decine di dipendenti”. Il procuratore Gratteri chiederà finalmente scusa per le conseguenze nefaste generate dall’ennesima indagine rivelatasi sbagliata?

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