Brutali svolte saudite

Il principe ereditario Salman fa sconquassi che però non spiacciono molto all’esterno. Ecco perché
15 SET 17
Ultimo aggiornamento: 15:43 | 5 AGO 20
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Dove prima c’era una struttura calcificata dal tempo, ora in Arabia Saudita c’è la sensazione che tutto sia diventato possibile. Per esempio, ad agosto i giornali hanno scritto che Bin Salman vuole aprire resort turistici esentati dal rispetto della legge coranica, la sharia, in cui le turiste possano prendere il sole in bikini. Si tratta di una doppia rivoluzione. Per prima cosa, la legge di Dio non si ferma alle porte dei resort turistici, quindi sarebbe un’eccezione straordinaria che aprirebbe a una duttilità interpretativa dei precetti religiosi che suona blasfema soltanto a parlarne, in Arabia Saudita. C’è da ricordare che la presenza delle basi americane sullo stesso suolo nel 1991, per strappare il Kuwait a Saddam Hussein, scatenò gli ideologi di quella che è poi diventata al Qaida. La seconda rivoluzione è che Salman si rende conto che il paese deve abbandonare la dipendenza dall’economia del greggio e trovare altre soluzioni: con il barile a quota cinquanta dollari e un budget che per funzionare avrebbe bisogno di un prezzo del greggio superiore ai 75 dollari, è soltanto questione di tempo prima che l’intera società saudita, tarata su decenni di profitti da petrolio, debba svegliarsi di soprassalto. Di questa rivoluzione obbligata fanno parte anche le privatizzazioni su larga scala di asset del regno, per fare cassa e riportare tranquillità economica. Per esempio c’è un piano per dare ai privati la gestione degli aeroporti sauditi. E si attende la vendita sul mercato di un cinque per cento delle azioni della Aramco, la gigantesca compagnia petrolifera di stato, che secondo il principe Salman potrebbe far salire la valutazione complessiva dell’azienda fino a duemila milioni di dollari. Il principe è accusato di avere già fatto errori madornali in politica estera, come la guerra in Yemen – da cui vuole uscire, secondo alcune mail trapelate ad agosto – e l’embargo contro il Qatar. Ma il suo governo coincide con clima inedito di inquietudine che si trasmette a molti settori, vedi la piccola giornata di protesta di donne al volante della settimana scorsa (contro il divieto di guidare). Tanto che quando è uscita la notizia per nulla confermata di un viaggio di Salman in Israele, un paese con cui non ci sono relazioni diplomatiche (ma lo dicono poche fonti e molto incerte), la notizia non ha quasi sorpreso. Del resto, da tempo si parla di una una linea comune con Gerusalemme in chiave anti Iran.