Lapid inaugura l’ambasciata d’Israele negli Emirati

E' un momento storico per le due nazioni dopo gli Accordi di Abramo e il ministro degli Esteri ha ringraziato Netanyahu e Trump. “Siamo qui per restare”, ha detto rivolto ai paesi arabi, "Parlate con noi"
30 GIU 21
Ultimo aggiornamento: 04:02
Immagine di Lapid inaugura l’ambasciata d’Israele negli Emirati
Roma. Era agosto dello scorso anno quando con un tweet Donald Trump annunciava una “grande svolta”, un “accordo storico” tra Israele e gli Emirati arabi uniti. E ieri per la prima volta un diplomatico israeliano di alto livello ha visitato lo stato del Golfo. Yair Lapid, ministro degli Esteri di Gerusalemme, è andato a incontrare il suo omologo Abdullah bin Zayed al Nahyan con il quale ha firmato nuovi accordi commerciali e a inaugurare l’ambasciata israeliana ad Abu Dhabi. Il viaggio ha un grande valore simbolico, è stato più volte rimandato, a causa della pandemia e del ciclo continuo di elezioni israeliane. Ma anche concreto: è il segno del fatto che l’impegno preso con la firma degli Accordi di Abramo, che sancivano la normalizzazione delle relazioni diplomatiche tra Israele, Emirati e Bahrein, va avanti, ed visto da tutti come un’opportunità. All’inaugurazione della nuova ambasciata, Lapid ha detto: “Siamo qui oggi perché abbiamo scelto la pace invece della guerra, la cooperazione invece dei dissidi, il bene per i nostri figli invece dei cattivi ricordi del passato”. Ha tagliato il nastro all’ingresso della nuova ambasciata, ha sistemato la mezuzah alla porta e ha detto: “Non andremo da nessuna parte, il medio oriente è casa nostra, siamo qui per restare. Chiediamo agli altri stati della regione di riconoscere questo fatto e di parlare con noi”. Quando lo scorso anno, a settembre, l’ex presidente americano Donald Trump ha firmato gli Accordi di Abramo assieme ai ministri degli Esteri degli Emirati, del Bahrein e all’ex primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in tanti hanno pensato a una sceneggiata, tra questi paesi non c’era la guerra, anzi relazioni cordiali, nuovi accordi sembravano solo una facciata. Invece sono un cambio di paradigma, volto a trasformare il medio oriente. Ieri, mentre Lapid era ad Abu Dhabi è anche stato comunicato il nome del primo ambasciatore del Bahrain in Israele: Khaled Yousef al Jalahmah.
Il viaggio è stato voluto fortemente da Lapid, ed è tra le cose che Benjamin Netanyahu non è riuscito a fare nell’ultimo anno. Ma ieri, il ministro degli Esteri israeliano, ex alleato e oggi rivale di Bibi, non si è dimenticato di ringraziarlo, perché è stato lui a portare Israele a quella firma così importante. Lapid ha chiamato Bibi “l’architetto degli Accordi di Abramo, che ha lavorato instancabilmente per realizzarli”. Ha ringraziato anche Donald Trump e Joe Biden. Per un attimo, davanti al momento storico, il vecchio e il nuovo sono sembrati in continuità.