Che cosa c'è dietro al possibile viaggio del Papa in Corea del nord

Moon Jae-in e la first lady in visita da Papa Francesco il 19 ottobre 2018 (Blue House press)
Ex avvocato dei diritti umani ed esponente di una corrente politica della Corea del sud che segue la cosiddetta “Sunshine policy”, la politica della riconciliazione, Moon Jae-in ha fatto la storia partecipando a tre diversi vertici intercoreani nel giro di pochi mesi, nel 2018. Per due volte lui e il leader nordcoreano Kim Jong Un si sono incontrati sul 38° parallelo, e poi a settembre Moon era volato a Pyongyang. Lo sforzo politico dei democratici nella riconciliazione con il Nord ha subito un colpo letale nel febbraio del 2019, dopo il secondo summit America-Corea del nord finito anzitempo con il famoso “sometimes you have to walk” di Trump. I negoziati falliti con Washington hanno portato la Corea del nord a chiudere ogni forma di dialogo anche con Seul, decisione resa visibile un anno fa, quando la leadership di Pyongyang ha fatto saltare in aria il liaison office, un edificio costruito dai sudcoreani sul confine che ospitava i negoziati. Poi è arrivata la pandemia, la psicosi da contagio, la chiusura a ogni forma di scambio – diplomatico o commerciale – con l’esterno. Per mesi il governo di Moon ha cercato una via di comunicazione con Pyongyang, ma “so che non ho molto tempo. La pace che abbiamo in questo momento è fragile; può essere sconvolta in qualsiasi momento”, ha detto il presidente sudcoreano al Time a fine giugno.
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È nata il 4 luglio. Giornalista del Foglio da più di un decennio, scrive soprattutto di Asia orientale, di Giappone e Coree, di Cina e dei suoi rapporti con il resto del mondo, ma anche di sicurezza, Difesa e politica internazionale. È autrice della newsletter settimanale Katane, la prima in italiano sull’area dell’Indo-Pacifico, e ha scritto tre libri: "Sotto lo stesso cielo. Giappone, Taiwan e Corea, i rivali di Pechino che stanno facendo grande l'Asia", “Al cuore dell’Italia. Come Russia e Cina stanno cercando di conquistare il paese” con Valerio Valentini (entrambi per Mondadori), e “Belli da morire. Il lato oscuro del K-pop” (Rizzoli Lizard). È terzo dan di kendo.
