Processo agli accordi di Doha

Verità da dire: gli accordi firmati da Trump sono stati una messinscena disastrosa. “Antiterrorismo dei talebani? Non hanno mai rotto con al Qaida”, dice Thomas Joscelyn
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4 SEP 21
Ultimo aggiornamento: 04:00 AM
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(foto Ap)

Nelle settimane convulse del tracollo afghano non c’è stato tempo di guardare indietro, ma prima o poi sarà necessario dare un giudizio sui cosiddetti accordi di Doha firmati dall’Amministrazione Trump con i talebani e trattati dall’Amministrazione Biden come se fossero una cosa reale. Gli accordi stabilivano che gli Stati Uniti si sarebbero ritirati se i talebani avessero lavorato prima a un cessate il fuoco con il governo afghano e poi a una convivenza al potere. Molti critici hanno avvertito fin da subito che gli accordi erano una messinscena montata per ragioni politiche – far credere che gli Stati Uniti potessero infine lasciare l’Afghanistan perché c’era un negoziato politico in corso fra i talebani e il governo afghano. Alla luce di quel che è successo dopo, un disastro che ha travolto il paese intero e le truppe afghane, avevano ragione. Thomas Joscelyn, che è uno dei due senior editor del Long War Journal – è un sito specializzato noto tra gli addetti ai lavori che aggiornava ogni giorno la mappa delle conquiste e lanciava allarmi inascoltati sulla sconfitta imminente in Afghanistan – dice al Foglio che gli accordi di Doha non erano necessari per il ritiro e anzi hanno aumentato lo svantaggio del governo.
Il Long War Journal tende per sua natura verso i repubblicani, ma le sue analisi sono impietose e imparziali. Il presidente Obama portò il numero di soldati americani da centomila a ottomila senza alcun negoziato finto con i talebani. Invece “l’accordo di Doha nel 2020 e i negoziati che hanno portato a esso hanno danneggiato in modo fatale il governo afghano e le forze di sicurezza. I talebani e al Qaida sono subito partiti all’attacco contro gli afghani dopo che l’accordo è stato firmato. I jihadisti combattevano per vincere, gli americani volevano soltanto andarsene”.
Quindi una sceneggiata? “L’Amministrazione Trump si è arresa ai talebani nel febbraio 2020. Lo sapevano i talebani. Lo sapeva al Qaida. E lo sapevano le forze afghane. L’accordo di Doha non ha raggiunto alcun risultato, se non per i talebani e al Qaida, come la clausola che riguardava la scarcerazione di cinquemila jihadisti”. E la garanzia data sul fatto che i talebani lavoreranno contro al Qaida? “Le clausole antiterrorismo contenute nell’accordo non valgono nulla. I talebani non hanno interrotto le loro relazioni con al Qaida”. Joscelyn sostiene che tutto il materiale, le mail, le minute e le bozze di accordo dovrebbero ora essere consegnate al pubblico per essere lette e studiate.
Un altro bluff in queste ore potrebbe essere alle fasi finali nel Panshir, l’area afghana che alcuni speravano diventasse la piattaforma di lancio della nuova resistenza antitalebana. Per ora la valle è isolata, ma le poche notizie che arrivano sono cattive. Il vantaggio militare è dalla parte dei talebani, il Panshir resiste per negoziare la propria sopravvivenza e non per lanciare una riscossa nazionale.