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Non lasciamo sola la Lituania contro il bullismo cinese
Diplomatici in fuga, boicottaggi commerciali. Come fermare il boicottaggio, politico ed economico, di Pechino
di
16 DEC 21
Ultimo aggiornamento: 05:00 AM

Guang Niu/Getty Images <br />
L’ambasciata della Lituania in Cina da mercoledì scorso lavora dalla Lituania. Non c’è più alcun rappresentante della diplomazia di Vilnius a Pechino, dopo che Audra Ciapiene, funzionaria responsabile degli affari correnti da quando l’ambasciatrice era stata richiamata a settembre, è tornata in Lituania. Secondo il Financial Times, il motivo di questa “evacuazione” dei rappresentanti lituani dalla capitale cinese è che il governo di Pechino avrebbe chiesto ai diplomatici lituani in Cina di riconsegnare il loro passaporto diplomatico – quello che gli consente di avere l’immunità diplomatica – rischiando quindi fermi e arresti e incriminazioni arbitrarie per motivi politici.
È soltanto l’ultima delle punizioni che la Cina sta imponendo sulla Lituania a causa di una crisi diplomatica che secondo diversi esperti è piuttosto una lezione che la Cina vuole dare anche al resto d’Europa. A luglio la Lituania è diventato il primo paese dell’Unione europea che ha deciso di ignorare le richieste politiche e le pressioni cinesi aprendo un nuovo ufficio di rappresentanza di Taiwan a Vilnius, e chiamandolo proprio “ufficio di rappresentanza di Taiwan” e non “di Taipei”, come vorrebbe Pechino, che considera Taiwan parte del proprio territorio. Il gesto ha provocato la reazione cinese, che ha immediatamente abbassato lo status dell’ambasciata lituana a Pechino, facendola diventare una rappresentanza diplomatica, e poi ha iniziato il boicottaggio, politico ed economico (i prodotti lituani da settimane non possono più accedere al mercato cinese).
La Lituania è diventata il simbolo della resistenza al bullismo cinese, e per l’Ue è un bel problema a metà tra la politica estera e i rapporti commerciali. Un primo passo è stato fatto: la proposta di legge contro la coercizione economica degli stati membri, con la possibilità di sanzionare senza l’unanimità, serve proprio a difendere i paesi come la Lituania. Che però, a parole, resta sola di fronte al Dragone, e c’è il rischio che nessuno, d’ora in avanti, s’azzarderà più a parlare di Taiwan.