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La conta dei Tory sul party gate: oggi si vota per decidere se BoJo andrà sotto inchiesta
Ma i conservatori britannici sono indecisi: gli occhi di tutti sono alle elezioni locali di maggio
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21 APR 22
Ultimo aggiornamento: 04:00 AM

(Foto di Ansa)<br />
Oggi alla Camera dei comuni inglese ci sarà un voto sul partygate, lo scandalo che dalla fine del 2021 rosicchia la credibilità di Boris Johnson: si decide se si aprirà un’inchiesta parlamentare sul premier accusato di aver mentito ai Comuni. Johnson si è di nuovo scusato per aver organizzato feste a Downing Street durante il lockdown, ha ribadito che non pensava di aver violato delle regole (regole fatte da lui) e poi ha detto che vuole mettersi lo scandalo alle spalle, c’è una guerra contro la Russia da combattere (e il Regno Unito è forse il paese più impegnato a farlo) e c’è l’inflazione in grande aumento che sta surriscaldando l’economia. I conservatori, che hanno la maggioranza ai Comuni e quindi la possibilità di decidere quanto e come far pagare al premier il partygate, sono indecisi. Negli incontri privati, raccontano i retroscenisti, sono durissimi con Johnson: gli dicono in faccia che ha mentito, che ha gestito male tutta la questione, che sembra abbia perso il controllo del palazzo e che è diventato un problema per tutto il partito.
Poi però non sanno ancora bene che fare perché non hanno un’alternativa a lui (o almeno nessuna alternativa condivisa) e perché il 5 maggio ci sono le elezioni locali e vogliono aspettare l’esito per capire se è il caso di affondare il colpo o trattenerlo. Come si capisce, nessuno è particolarmente irritato dalle menzogne per se stesse: è tutto un calcolo. Il 5 maggio si vota in circa mille seggi, molti in aree in cui i Tory non sono favoriti, come tutta Londra, la Scozia e il Galles. I sondaggi stanno premiando il Labour, che chiede le dimissioni immediate di Johnson, ma i riflettori si stanno dirigendo sull’elezione suppletiva di Wakefield, nel West Yorkshire: era una roccaforte laburista passata nel 2019 ai Tory, in quella grande elezione vinta da Johnson con la promessa della Brexit portata a termine e dei progetti a favore delle aree più disagiate. Questo voto ha molto l’aria di un referendum su Johnson.