Nazioni Unite dall’Iran: la prossima Conferenza sul disarmo in mano a Teheran

Dopo quello per la tutela dei diritti umani assegnato qualche mese fa, ecco un altro posto d’onore all'Onu. Questa volta per il disarmo
23 GEN 24
Ultimo aggiornamento: 05:07
Immagine di Nazioni Unite dall’Iran: la prossima Conferenza sul disarmo in mano a Teheran

 La Guida suprema dell'Iran Ali Khamenei - foto Ansa

Giovedì prossimo, la direttrice generale dell’Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra, nonché segretaria generale della Conferenza sul disarmo, la russa Tatiana Valovaya, interverrà alla suddetta conferenza che aprirà sotto gli auspici della presidenza indiana. Mosca si è ritirata dalla maggior parte dei trattati sugli armamenti, ma l’Onu è fermo al mondo prima del 2022, che era, sicuramente, un mondo migliore di oggi. La presidenza della Conferenza verrà detenuta da sei stati, il primo è l’India, poi ci sarà l’Indonesia e dal 18 al 29 marzo e dal 13 al 25 maggio la presidenza passerà all’Iran, uno stato che, contravvenendo ai trattati che aveva sottoscritto con gli Stati Uniti e con altri nella cornice del famoso deal iraniano aveva continuato ad arricchire l’uranio con l’obiettivo di avere la più micidiale delle armi. Trump abbandonò il patto, a torto o a ragione, perché era debole, mancavano le giuste cautele che avrebbe davvero dovuto impedire all’Iran di arrivare ad avere l’atomica. Le ispezioni alle centrali nucleari iraniane venivano svolte secondo i tempi e le volontà di Teheran, che quindi aveva tutto il tempo di camuffare il suo lavoro che non aveva nulla a che fare con gli scopi civili.
Nel frattempo, a proposito di disarmo, l’Iran ha contribuito ad armare i terroristi che vogliono la distruzione di Israele e se Hamas è stato in grado di arrivare al 7 ottobre con un piano sostanzioso e con armi mortali è perché aveva alle sue spalle anni di rapporti e aiuti da parte dell’Iran. Se oggi c’è una guerra in medio oriente è perché Teheran la prepara da tempo. Così, dopo aver permesso agli ayatollah di far parte della Commissione delle Nazioni Unite per i diritti delle donne e poi di presiedere il forum del Consiglio per i diritti umani, adesso l’Onu non rileva stranezze sul fatto che un regime guerrafondaio che uccide donne e oppositori abbia l’occasione di ritrovarsi in contesti preposti proprio a far sì che certe cose non accadano mai più. Anche Israele presiederà la Conferenza in agosto, forse varrebbe la pena lasciare le istituzioni dell’Onu ai suoi regimi.