(foto EPA)

editoriali

I cerotti di Londra: ecco il piano da 14 miliardi per far fronte al rallentamento dell'economia

Redazione

La cancelliera dello scacchiere Reeves cerca di riparare i conti con sforbiciate e senza tasse nuove. Situazione difficile per Starmer

I dazi di Trump affossano le prospettive di crescita britannica e la cancelliera dello scacchiere Rachel Reeves non può fare altro che annunciare altri tagli, altre strette sul welfare. La coperta è troppo corta e il pil salirà solo dell’1 per cento per il 2025, salvo poi riprendersi in seguito secondo le previsioni dell’Office for Budget Responsibility. “Il mondo sta cambiando”, ha detto Reeves, che da luglio scorso non è riuscita a dare un messaggio che non fosse durissimo al paese, prima accusando l’eredità dei Tory e ora l’impatto delle politiche americane. Nel suo discorso di primavera, aggiornamento sullo stato dell’economia, ha annunciato un pacchetto di misure da 14 miliardi di sterline per rimettere in sesto i conti pubblici. Bisogna recuperare un po’ di margine di manovra, ma siccome le tasse non si possono toccare (ulteriormente) e c’è la regola autoimposta di mantenere un equilibrio tra spesa ed entrate fiscali entro il 2029-30, si punta su altro: le norme sull’edilizia da allentare, tagli al welfare per 5 miliardi circa, sforbiciate alle spese dei ministeri per 3,4 miliardi, con 50 mila funzionari pubblici da licenziare, lotta all’evasione per 2,2 miliardi in più.

 

La stessa cifra verrà invece destinata all’aumento delle spese in difesa, che raggiungeranno il 2,5 per cento del pil, per fare del Regno Unito “una superpotenza nell’industria della difesa”. Una situazione tesa, difficile, per Keir Starmer, che sta avendo un sussulto di popolarità grazie alla sua posizione internazionale, ma che non sembra trovare un sistema per ottenere quello che ha promesso: la crescita. La valutazione d’impatto del ministero del Lavoro dice che 3,2 milioni di persone saranno più povere come risultato e 250 mila persone scenderanno al di sotto della soglia di povertà. Tra queste 50 mila bambini. Mercati e sterlina hanno retto, a differenza che nell’autunno scorso, per i sondaggi si vedrà.

Di più su questi argomenti: