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editoriali

I lepenisti freddini con Trump

Redazione

Il presidente dice di “liberare” Marine Le Pen. Reazioni caute: non è d’aiuto

"Je suis Marine”, ha scritto lunedì il premier ungherese Viktor Orbán nel giorno della condanna della madrina del sovranismo francese, Marine Le Pen, a quattro anni di carcere e all’ineleggibilità con esecuzione immediata per appropriazione indebita di fondi pubblici europei. “Una dichiarazione di guerra da parte di Bruxelles”, ha commentato Matteo Salvini, leader della Lega, aggiungendo: “Avanti tutta amica mia”. Messaggi di solidarietà graditi nel quartier generale del Rassemblement national (Rn), il principale partito sovranista francese. Ieri, invece, è arrivato un messaggio di sostegno che i lepenisti non avrebbero voluto ricevere: quello del presidente americano, Donald Trump. “La caccia alle streghe contro Marine Le Pen è un altro esempio di come la sinistra europea stia usando la guerra giudiziaria per silenziare la libertà di pensiero, e censurare il loro avversario politico, questa volta arrivando persino a mettere quell’avversario in prigione”, ha scritto Trump su Truth, prima di aggiungere: “E’ tutto così negativo per la Francia, e per il grande popolo francese, a prescindere da che parte stia. Liberate Marine Le Pen!”.

 

Ufficialmente, dai dirigenti Rn, non è arrivata nessuna reazione al commento di Trump. Ma in forma anonima diversi lepenisti hanno manifestato il loro imbarazzo. “Non ci aiuterà (questo messaggio, ndr), ma non abbiamo chiesto nulla a nessuno”, ha detto a France Info un deputato di Rn. A novembre, quando ebbe la meglio sul rivale democratico Joe Biden, Marine Le Pen si limitò a rivolgere a Trump i suoi “auguri di successo”, e il suo delfino e attuale presidente di Rn, Jordan Bardella, disse semplicemente che per i francesi e gli europei “queste elezioni americane devono suonare come una sveglia”. Trump, oggi impopolare in Francia, è diventato un alleato ingombrante per Rn, che cerca di liberarsi dell’etichetta di “partito infrequentabile”.

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