Le crepe in casa. L'euforia perduta al Conservative political action conference

Al Cpac dai toni sommessi va in scena la spaccatura sull’Iran che divide anche giovani e anziani. Al luogo di ritrovo della destra mondiale, Donald Trump non ha partecipato per la prima volta dopo un decennio, assente anche il vicepresidente americano J.D. Vance

31 MAR 26
Ultimo aggiornamento: 09:09
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epa12857673 President of the Republic of Poland Karol Nawrocki speaks at the Conservative Political Action Conference (CPAC) in Dallas, USA, 28 March 2026. President Karol Nawrocki is on a working visit to the United States of America. EPA/Adam Warzawa POLAND OUT


La Conservative political action conference (Cpac), uno dei principali luoghi di ritrovo della destra mondiale, si è svolta nel fine settimana a Dallas in toni minori. Il presidente americano, Donald Trump, non ha partecipato per la prima volta da un decennio, ma non si sono presentati nemmeno il vicepresidente J. D. Vance e il segretario di stato Marco Rubio. L’anno scorso Elon Musk si era presentato sul palco con una motosega con l’obiettivo di galvanizzare la folla per i risultati raggiunti, ma l’umore oggi, a pochi mesi dalle elezioni di metà mandato a novembre, è ben meno euforico. Sul palco si sono alternati sostenitori delle politiche trumpiane in medio oriente e critici, rendendo più visibile una frattura che si è aperta dall’inizio delle operazioni di guerra in Iran. Il presidente della conferenza, Matt Schlapp, aveva detto, prima che i lavori iniziassero, che si sarebbe parlato della guerra senza censure.
Tra i sostenitori dell’operazione spicca il figlio dell’ultimo scià di Persia, Reza Pahlavi, che ha ringraziato pubblicamente il presidente e ha auspicato che l’Iran un giorno diventi alleato degli Stati Uniti. I critici, però, sono stati tanti: tra questi l’ex deputato Matt Gaetz, che ha parlato di come un’invasione di terra renderà il paese più povero e meno sicuro, ma anche l’ideologo Steve Bannon, che ha affermato di essere contrario a mandare truppe di terra in Iran, e che non riesce a immaginare un territorio più straniero per uno statunitense. In un equilibrismo spericolato, Bannon ha però cercato di mandare un messaggio di unità condiviso da altri speaker, ma non dal pubblico. Secondo Politico, Trump mantiene il consenso degli elettori più anziani, ma è in difficoltà con i giovani, più vicini al messaggio isolazionista oggi tradito: più del 70 per cento degli over 35 pensa che Trump ha un piano in medio oriente, ma solo il 49 per cento degli under 35. La divisione è accentuata anche dal sondaggio su chi dovrebbe essere il prossimo presidente: ha vinto Vance col 53 per cento, in quello che a conti fatti è il suo territorio, ma Rubio ha ottenuto il 35 per cento dei consensi, nonostante le sue posizioni da falco nel conflitto in corso.